BIRMANIA

TOUR ETNIE, PAGODE E MONGOLFIERE

  Ad una completa conoscenza del suo territorio tende la proposta di questo viaggio unico in Myanmar, che non mancando di proporre l’itinerario classico tra pagode e templi (per cui esso è famoso), aggiunge un approfondimento tra le etnie minoritarie del Rakhine (precedentemente stato dell’Arakan), le popolazioni Chin di orgine Tibeto-birmana nei dintorni di Mrauk-U e il popolo degli Yindu Daa Chin, nell’area di Kampelet/Mindat, noti per gli elaborati tatuaggi facciali delle donne, per la singolare abitudine di suonare il flauto con il naso e per la particolare pratica animista. Da Yangon, antica capitale coloniale in cui si visitano il Tempio del Buddha reclinato Hauk Htat Gyi e la superba Shwedagon Pagoda, fulcro della vita religiosa nazionale, un volo via Sittwe e poi via mare e fiume risalendo per circa 80 km il fiume Lemro conduce a Mrauk U, perla dell’Arakhan: un percorso pittoresco, tra scene di pesca quotidiana, mucche  e bufali al pascolo. Lo spettacolo di questo sito archeologico “medioevale” Myohaung dal glorioso passato e formato da più di 700 templi e pagode sparsi nel territorio, immerso e come abbandonato tra file di colline e di montagne, vi lascerà senza fiato.  Occorrono due giorni per esplorare l’intera zona. Da qui si prosegue via fiume e via terra alla scoperta delle tribù Chin (le cui donne hanno la faccia tatuata) che vivono le zone circostanti, tra campi di risaie, banani e alberi di mango, che vi prosperano grazie ai monsoni che ogni anno portano notevoli quantità di pioggia. Lasciato l’Arakhan, ci si sposta in aereo a Heho sul lago Inle. Qui è stanziale la comunità degli Intha, “Figli dell’Acqua” che si tramandano l‘insolito ed originale sistema di pesca, con cui ritti sulle barche come gondolieri, manovrano il remo con la sola gamba destra in modo che le mani siano libere per gettare le tipiche reti a forma di cono tese su telai di bambù. Essi sono anche abili contadini e con un originale sistema, che consente di ancorare sul fondo melmoso lacustre delle consistenti zolle di terra noti come orti galleggianti, riescono a coltivare e produrre ortaggi e verdure, secondo il loro bisogno quotidiano. Si naviga per due giorni tra canali intorno ai loro villaggi. Durante il tour sarà possibile vedere anche le donne giraffa-PADAUNG al lavoro di tessitura presso una struttura locale. A Samkar oltre alle spettacolari rovine appartenenti a un palazzo fatto costruire da un sovrano Shan, che lì risiedeva, e la Tharkong Pagoda visiteremo i villaggi delle tribù Shan abitanti dellaSvizzera birmana”, Pa-o vestiti di nero per trattenere i raggi del sole nei freddi delle alture, e Intha adagiati lungo le sponde del lago. A Taungyi si può assistere in questo periodo al TAUNGY TAZAUNGDAING FESTIVAL, popolare festa di mongolfiere a forma di animali o oggetti, che vengono rilasciate verso il cielo, piene di luci e colori. Un volo su Mandalay consente la visita di Amarapura, antica Capitale dal 1857 al 1885 ed oggi importante centro culturale, religioso e commerciale del Myanmar centrale. Si visita il grande monastero Mahagandayon per assistere al pasto comunitario dei 1000 monaci e la pagoda Mahamuni con il suo Buddha interamente coperto da foglie d’oro depositate dai devoti nel corso dei secoli. Nei pressi, dopo aver attraversato il suggestivo ponte di U Bein, il ponte in tek più lungo del mondo che si estende sul lago Taungthaman, con un transfer in barca si raggiunge la grande Pagoda di Mingun, voluta dal re Bodawpaya (che iniziata nel 1.791 ma mai portata a termine, sarebbe stata la più grande del mondo, rivaleggiando con le grandi piramidi di Giza) e la Mingun Bell, una campana di bronzo di 4 m di altezza e 5 di diametro dal peso di 90 tonnellate. Circa 400 m più a nord troveremo la Hsinbyme Pagoda conosciuta anche come MyaThein Tan Pagoda per concludere con una breve visita di Mandalay. Raggiungiamo infine Kampelet, nell’area montagnosa che gravita intorno a Mindat ed il Monte Victoria – il più alto della Birmania meridionale – dove pulsa il cuore della cultura tradizionale Yindu Daa Chin. Qui si sono mantenute vive usanze e tradizioni, qui la religione animista è molto diffusa e gli sciamani (figure importanti per la comunità) tuttora celebrano riti propiziatori con il sacrificio di animali. Si prosegue con la suggestiva e nota Bagan. Templi magnifici intonacati, in pietra nuda e cotto, pagode piccole e solitarie in mezzo ai campi testimoniano la passata opulenza della civiltà indo-buddista di un tempo. A completare la visita è proposta un’eccellente e facoltativa escursione in mongolfiera all’alba sui templi di Bagan, prima di rientrare a Yangun, pronti per imbarcarci per l’Italia.                                                                      

Il Taungyi Tazaungdaing Festival

Il Tazaungdaing  Festival, noto anche come il Festival delle Luci, si tiene a Taungyi il giorno del Festival dell’Illuminazione, che ricade il giorno di luna piena del Tazaungmon , l’ottavo mese del calendario birmano,  celebrato come festa nazionale in Birmania (Myanmar)  segnando anche la fine della stagione delle piogge. Essa rappresenta la fine della Quaresima (WASO) per i monaci buddisti e della Kathina (Kahtein in Birmano vuol dire stagione), durante la quale ai monaci vengono offerti abiti nuovi e l’elemosina. Le origini del festival sono antecedenti l’introduzione del Buddismo in Birmania, e si ritiene che derivano dal festival Kattika, che onora i pianeti custodi nell’astrologia indù. In questa occasione diversi concorsi di tessitura per cucire tuniche speciali colore giallo monaco, chiamato “matho”,  sono organizzati in tutto il paese, in particolare nella Pagoda Shwedagon di Yangon. Durante queste competizioni, che si tengono per due notti consecutive (la notte precedente e la notte di luna piena), i concorrenti lavorano ininterrottamente dalla notte fino all’alba a tessere questi indumenti. La tradizione ricorda una storia ampiamente conosciuta della vita del Buddha. Vedendo che il Buddha sarebbe presto rinunciante pronto a rinascere nel cielo come Tavatimsa, la madre del Buddha, Maya trascorse l’intera notte a confezionare tessuti gialli per fare le vesti da monaco per lui. Sua sorella Gotami (zia di Buddha) ha continuato poi questa tradizione, offrendone nuove ogni anno. Nello stato Shan, in particolare a Taunggyi, tante mongolfiere (riempite con aria calda riscaldata) e illuminate da grosse candele, vengono rilasciate in cielo per celebrare il giorno di luna piena, simile a festeggiamenti Yi Peng nel nord della Thailandia. I palloni decorati nelle forme più bizzarre di oggetti o animali e con colori policromi vengono rilasciati come offerta al Sulamani cetiya in Tavitisma, un paradiso nella cosmologia buddista e sede dei deva, o come un modo per scacciare gli spiriti maligni, anche se le origini della tradizione torna al 1894, quando gli inglesi svolgevano le gare in mongolfiera a Taunggyi, subito dopo l’annessione della Birmania settentrionale. Il lancio di mongolfiere è quindi inteso come offerta di luci nel giorno di luna piena di Tazaungmon, richiamando intorno a sé un’attenzione festosa e brulicante da parte della popolazione locale, mischiandosi spesso ad eventi musicali e popolari da Luna Park. Non si tratta di un evento religioso meditativo propriamente detto, ma più simile ad un festival di musica internazionale con decine di migliaia di persone che godono di una festa di tipo carnascialesco. Per la sua anima popolare e rilassata è quindi un modo per conoscere abitudini e tradizioni tipicamente popolari in un clima di spensieratezza, che esulano dalle feste religiose.

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DATE DI PARTENZA

  • Dal 27-10-2017 al 11-11-2017

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GRUPPI

  • Quota base 8   • Euro 3160
  • Quota base 10 • Euro 3070

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GRUPPI

  • Quota base 12 • Euro 3630
    (con accompagnatore dall’Italia)
  • Quota base 15 • Euro 3480
    (con accompagnatore dall’Italia)
  • Suppl. singola • Euro 830

Programma di viaggio

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