PAKISTAN

TOUR GLI ULTIMI PAGANI DEL KAFIRISTAN

 

 I migliori motivi per fare la valigia:

  • La Swat Valley: paesaggi mozzafiato e incontri “on the road”. 
  • Sulle orme di Alessandro Magno tra le montagne dell’ Hindu Kush, fino a Chitral.
  • Il Kalash Chilam Joshi Festival: tra riti tradizionali, musica e danze dei Kafir Kalash.
  • In cima allo Shandur Pass (4260 mt), per una partita di polo nel campo più alto del mondo.
  • La Valle di Phander: il “Piccolo Kashmir” del Pakistan.
  • Percorrendo le strade di antiche carovane e monaci buddhisti sulla Via della Seta a Gilgit.
  • L’ Hunza Valley: lo “Shangri La” lungo la Karakorum Highway e gli incontri con i Borusho a Karimabad.
  • Toccando il cielo con un dito ai piedi del Monte Rakaposhi, nella Naghar Valley. 
  • La lingua di ghiaccio del Ghiacciaio Batura presso Passu, fra la gente Wakhi Tajik.
  • I pittori di Rawalpindi fra officine, laboratori e bancarelle di street food.
  • I tesori di Taxila, uno dei più importanti siti archeologici del sub continente indiano.

Il Kalash Chilam Joshi Festival 

Ogni anno per 4 giorni consecutivi  si festeggia il KALASH CHILAM JOSHI FESTIVAL, uno tra gli eventi più noti e celebrati nella comunità dei Kafir Kalash, con cui pregano per la salvaguardia dei loro campi e degli animali prima di andare a lavoro nei campi, offrendo a tal scopo il latte ai loro dèi, attraverso la sua stessa distribuzione ai propri cari. Con essa si commemora l’arrivo dell’estate e si celebra l’abbondanza dei prodotti lattiero-caseari durante la stagione. Questa festa offre un’eccellente opportunità per le persone lontane per parteciparvi, dando un messaggio di pace al mondo. La gente Kalash ama la musica e le danze al ritmo dei tamburi. Essa crede che il dio pastorale Sorizan protegge i loro greggi durante l’autunno e l’inverno, e organizza un festival invernale per ringraziare il Dio Sorizon. Un altro loro Dio, Goshidai protegge le greggi durante le stagioni estive e primaverili e perciò viene ringraziato durante il Chilam Joshi. In questa antica comunità, dove i nativi ritengono di essere i discendenti del conquistatore macedone Alessandro Magno, il primo giorno della Festa tradizionalmente tutti si recano nella Rumbur Valley per partecipare, visitando e spostandosi tra i vari villaggi, nei giorni seguenti, a secondo degli eventi che spontaneamente vengono proposti localmente senza uno schema predefinito. Risate, musica, percussioni dei tamburi, balli e i canti echeggiano in tutta la Valle Kalash, dando un  significativo senso di vittoria non solo per le popolazioni indigene del Kalash, ma per tutto il Pakistan. Il primo giorno del festival sono decorate tutte le loro case con i fiori, condividendo dal giorno seguente vino e latte tra amici e persone care, partecipando al rito di Gulparik, che consiste nel battesimo dei neonati con il latte. I loro figli appena nati vengono così battezzati, mentre tutt’intorno gli abitanti dei villaggi ballano al ritmo del tamburo e le donne cospargono il latte sulla Dea Jestak, protettrice dei figli e della casa. A Rumbur, dove comincia l’evento per poi spostarsi a catena nei villaggi limitrofi, lo Shamano (indovino) e i capi tribali formano una processione all’altare di Malosh, su un’altura sopra Grum, per sacrificare le capre agli dei. In seguito la festa si sposta a Bumburet in uno spiazzo chiamato Charsu, mentre i partecipanti  portano in mano ramoscelli appena raccolti di albicocca e si formano le coppie per il ballo a ritmo di tamburi e ritmi frenetici. Le donne vestite con i loro tradizionali abiti neri, stretti in vita da una fascia colorata, portano al collo grandi file di collane, soprattutto di corallo, e come copricapo portano uno zucchetto decorato con cipree e monete del mare con un folklore, paragonato a quella dell’antica Grecia. Le danze cominciano con la formazione di un cerchio da parte della donne. poi gli uomini si uniscono alla ”catena di danze”ci può essere un uomo e una donna o un uomo in mezzo con una donna su ogni lato, mentre gli amanti sono liberi di mischiarsi, con una mano che si avvolge intorno alla vita del partner e l’altra intorno alle spalle. Tra l’ilarità dei presenti uomini e donne si prendono a braccetto per formare una catena, rompendola spesso e litigando alla ricerca del posto giusto, vicino al compagno o alla compagna desiderata, spesso facendo smorfie di disappunto per non voler questo o quella come partner. Le baruffe scherzose continuano anche quando il ballo è in movimento, la catena si è chiusa in circolo e il cerchio gira tutto in tondo ondeggiando al ritmo del canto. Intorno i capi tribali in abiti coloratissimi narrano storie di giorni e degli eventi passati, molto apprezzati dalla comunità. Il festival non è solo un evento per annunciare la stagione primaverile, ma è importante anche dal punto di vista religioso in quanto contiene molti suoi rituali, tra cui il matrimonio di varie coppie. Questa festa è di solito preceduta dallo Spring Festival, che si tiene a Chitral il giorno precedente il Chilam Joshi, con modalità definite altrettanto spontaneamente solo pochi giorni prima del suo inizio. Nelle sue passate edizioni sono stati proposti diversi giochi e gare molto popolari e graditi, tra cui Lotta tradizionale, Lancio di pietre, Tiro con l’arco, Chaht Chahto Drek, Danza delle Spade, il Freestyle Polo e partite di Polo a dorso di asino organizzate alternativamente a quelle a cavallo, tra l’ilarità e il divertimento di locali e turisti. Il clou è sempre la partita di polo tra le squadre  di Chitral e la rivale Gilgit. Su tutte è segnalata in un trascorso evento la riedizione del Buzkashi (letteralmente significa “acchiappa la pecora”); esso noto anche come Kokpar o Kupkari  è uno sport tipico dell’Asia centrale, in cui due squadre opposte di giocatori a cavallo tentano di porre come obiettivo (al pari dei giocatori di polo che giocano con una palla) un carcassa di capra (boz) o di vitello senza testa, cercando di ottenere il controllo della carcassa e portarla nella zona punti al centro di un cerchio all’interno del campo quadrato delimitato. E’ anche lo sport nazionale dell’Afghanistan.

Date-Icon
DATE DI PARTENZA

  • Dal 10-05-2018 al 25-05-2018
  • Dal 17-08-2018 all’ 01-09-2018 (Uchal Festival). Itinerario estivo, scorrere in “scarica programma” fino al secondo tour.

gruppi-icon
GRUPPI

  • Quota base 8 •  Euro 2550
    (con accompagnatore dall’Italia)
  • Quota base 10 • Euro 2250
    (con accompagnatore dall’Italia)

gruppi-icon
GRUPPI

  • Quota base 12 • Euro 1980
    (con accompagnatore dall’Italia)
  • Suppl. singola • Euro 350

Programma di viaggio

RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI

Ho letto e accettato l'informativa sulla privacy.