Viaggi in Armenia

TOUR ALLA SCOPERTA DI UNA CULTURA MILLENARIA

Un viaggio affascinante, alla scoperta di culture millenarie. Una terra antica e sconosciuta al turismo, disseminata di chiese di pietra e monasteri, in un paesaggio incorniciato da montagne innevate e profonde gole. Ma per molti viaggiatori il ricordo più indimenticabile resterà il calore umano degli Armeni. Il nostro itinerario parte da Yerevan, la capitale, posta in posizione strategica per le antiche rotte Europa Asia, detta la “città rosa” per il particolare effetto creato dalla luce riflessa dal biblico monte Ararat, che la sovrasta maestoso. Ci muoveremo quindi alla volta dell’antica capitale Echmiadzin, poi attraverso un susseguirsi di fortezze, chiese e antichi insediamenti giungeremo all’antica dimora dei re Armeni – il Tempio di Garni – attraverso il pittoresco Avan Canyon, costeggiando paesaggi mozzafiato e gole. Ancora visiteremo il monastero rupestre di Geghard per poi giungere al Lago Sevan, a 2000 mt di altitudine, uno dei più grandi laghi d’acqua dolce esistenti, nonchè punto panoramico per eccellenza che custodisce ancora i resti del Monastero di Sevanavank. Ci spingeremo fino alla Gola del Debed, nella regione del Dilijian, famosa per le sue imponenti montagne ma anche per i due monasteri di Sanahin e Haghpat. Proseguiremo il viaggio attraverso il Passo di Selim (mt. 2441 slm) per raggiungere il villaggio di Halizdor, da cui con la cabinovia più lunga al mondo inaugurata nel 2010, si raggiunge il Monastero di Tatev, sede vescovile e dell’Università medievale. Infine verso Goris e di nuovo Yerevan, passando dal sito archeologico di Zorats Karer, vestigia di una cultura millenaria ancora tutta da scoprire.

immagine_01I Khatchkar armeni

L’Armenia è il “paese delle pietre” per antonomasia: è proprio nella pietra che il popolo dell’Ararat ha fissato il proprio genio artistico nelle forme più caratteristiche ed originali. Uno degli elementi più caratteristici dell’arte armena antica sono infatti i “khatchkar”, letteralmente “croci-pietre” (“khach”, croce, “kar” pietra). Si tratta di stele sulle quali sono raffigurati a bassorilievo una croce, con o senza l’effigie di Cristo, fiancheggiata da scene bibliche oppure da preghiere o versetti evangelici in antico armeno: l’Armenia è stato il primo stato a divenire ufficialmente cristiano, nel 301 d.C., 12 anni prima dell’editto di Costantino. I “khatchkar” venivano usati come lapidi tombali, ma più spesso anche come stele votive, come segni di devozione: se ne trovavano decine, soprattutto ai margini di strade e sentieri. I Khatchkar, che si conservano in svariate migliaia disseminati su tutto il territorio, furono eretti anche per molte altre ragioni, dalla celebrazione di una vittoria alla memoria votiva, dalla costruzione di un villaggio al restauro di una chiesa, motivi spesso indicati in apposite iscrizioni. In generale, comunque, i Khatchkar hanno il semplicissimo significato di contrassegnare con la Croce luoghi e tempi della vita e della memoria.