Viaggi in Cina, Guizhou

TOUR IL FESTIVAL SISTER’S MEAL

Sulle tracce della storia millenaria cinese. Tradizione e distinzione di culture che reggono all’impatto devastante dell’impetuoso sviluppo economico che ha portato la Cina a candidarsi come stato guida del XXI secolo. Attraversare il Guizhou ha il significato di allontanarsi dai sentieri più battuti, non solo dal turismo, ma dall’evoluzione globale dei nostri giorni. Villaggi dell’etnia Miao e poi Dong, tra fitte foreste, cascate, pendii terrazzati, caverne calcaree e singolari architetture come le torri dei tamburi e i ponti del vento. Tutto questo durante un’occasione speciale: il Sister’s Meal Festival. Sono oltre 500 anni che i Miao danzano e ballano al ritmo del tamburo nella giornata di San Valentino. Le ragazze preparano le palle di riso colorate che all’ interno racchiudono il messaggio di risposta da dare al corteggiatore. Dei bastoncini di riso rappresentano l’accettazione della proposta di matrimonio, una foglia d’albero il fidanzamento, aglio o peperoncino la risposta negativa della ragazza. Oggi questi elaborati riti legati al matrimonio non esistono più , sopravvivono degli assaggi di quella cultura, nei balli e nei costumi della festa tradizionale.

immagine_01I Miao

I Miao non hanno una loro scrittura pertanto la loro cultura, le loro tradizioni vengono tramandate oralmente di padre in figlio. Questo è uno dei motivi perché hanno moltissime leggende.La storia ufficiale racconta invece che i Miao provengono dalle zone settentrionali della Cina e più precisamente dalla valle del Fiume Giallo, dove durante il periodo Qin/Han (220 a.C. – 220 d.C.) entrarono in contrasto con gli Han per questioni territoriali. Gli Han, oggi popolazione maggioritaria della Cina, riuscirono facilmente ad avere il sopravvento e a sospingere i Miao verso territori sempre più meridionali ed inospitali. Durante il periodo Ming e Qing, in seguito alle loro migrazioni troviamo i Miao in Laos ed in Tailandia, dove attualmente sono conosciuti con il nome di Hmong. Dopo la guerra del Vietnam alcuni seguirono gli americani ed emigrarono negli Stati Uniti dove oggi esiste una comunità Miao nella zona di San Diego. I Miao sono considerati un popolo perdente e la storia delle loro eterne forzate migrazioni ne è una testimonianza. La ragione delle loro continue sconfitte risiede principalmente nella mancanza d’organizzazione. Infatti, i Miao parlano da sempre dialetti diversi che non sono comprensibili nemmeno tra loro e questo ha impedito loro di organizzare, durante le frequenti guerre, azioni coordinate e di conseguenza hanno sempre combattuto ciascuno per proprio conto, con risultati inevitabilmente deludenti. Questo fatto dei diversi dialetti ha autorizzato alcuni antropologi a classificare i Miao a seconda del dialetto parlato, altri antropologi li classificano a seconda dei vari abiti che indossano (Esistono 23 varietà di costumi riconducibili a cinque filoni principali: Miao Blu, Miao Neri, Miao Rossi, Miao Bianchi, Miao Floreali.), altri ancora li dividano a seconda del territorio (Miao delle Montagne, Miao delle Valli…). Queste classificazioni però rispecchiano il modo di pensare occidentale che avverte il bisogno di classificare, ordinare tutte le cose. Se si chiede ad un Miao a che gruppo appartiene lui risponderà semplicemente che è un Miao.