Viaggi in Mali

Tour Timbuctu

Un viaggio in quello che fu il grande impero dei Songhai, e che rimane uno dei Paesi più autentici dell’intera Africa. Si rimarrà soggiogati davanti alle torrette e agli arabeschi di fango della magnifica moschea di Djennè e all’animazione del suo mercato del lunedì o del porto di Mopti, da dove, in Pinasse, si scivolerà attraverso la varietà culturale dei popoli che ne abitrano le sponde, sino alla mistica Timbuctu. Dune rosse, carovane tuareg del sale, verso nord il mare di sabbia, a sud attraverseremo i contrafforti di Hombori, che disegnano nel cielo la “Mano di Fatima”. Presso la falesia di Bandiagara scopriremo le radici del popolo Dogon, popolo che ha conservato inalterati usi e tradizioni antichissime.

immagine_01Dizionario Dogon

Amma : Dio unico, creatore di tutte le cose. Awa: società segreta delle maschere. G u i n n a: gruppo di case di una stessa Grande Famiglia. Hogon: il capo spirituale eletto a vita da una comunità. Kanaga: la maschera più importante fra quelle inserite nelle danze. Lebé: il serpente, simbolo dell’antenato. Nommo: sono gli otto figli del Dio Amma, nati dall’unione con Tenga, la madre terra. Potolo: il satellite di Sirio, la stella nana che è la sede di tutte le anime. I dogon dicono che il loro spirito aleggia nella notte sotto forma di vento. Sigui tolo: la stella Sirio. Sigui: la festa più importante fra i dogon che si celebra ogni sessanta anni. Toguna: la «casa della parola», dove si tengono le assemblee del consiglio. Gli anziani vi prendono qui le grandi decisioni e deliberano stando seduti perché la parola detta in equilibrio è maggiormente meditata. Togu vuol dire riparo e na vuol dire grande e anche madre. Il suo significato è quindi «grande madre». I dogon affermano che il popolo vivrà fintanto che la togu na manterrà il suo ruolo. Yurugu: la volpe pallida. Gli indovini disegnano, al tramonto del sole, un tracciato rituale sulla sabbia. La mattina seguente interpretano il futuro dalle orme lasciate dall’animale.