Viaggi in Russia

TOUR LA REPUBBLICA DEI CALMUCCHI

Itinerario sicuramente affascinante e inusuale alla scoperta di un popolo dimenticato – i Calmucchi – attraverso uno straordionario patrimonio fauno naturalistico. Partendo da Rostov sul Don – via d’accesso al Caucaso settentrionale – ci trasferiremo al villaggio Cosacco di Starocherkassk, dove ci avvicineremo alla cultura dei Cosacchi del Don partecipando al Festival Folcloristico. Poi , passando sconfinate steppe, raggiungeremo Astrakhan affacciata sul Mar Caspio, dove esploreremo il delta del Fiume Volga alla ricerca delle molte specie di uccelli che ospita. Durante il tragitto non mancheremo di incontrare i Calmucchi e le loro Yurte, i monaci Buddisti di Elista, unica Repubblica Buddista d’ Europa. Visiteremo le città di Rostov sul Don, Azov, Elista con la “Città degli Scacchi ” , Astrakhan e per concludere alcune aree protette e parchi nazionali dove avremo l’opportunità di scoprire una fauna sorprendente e unica che abita questo arido lembo di terra tra Europa ed Asia.

immagine_01I Calmucchi

I Calmucchi discendono dagli Oirati, il ramo occidentale dei Mongoli.Popolo nomade, abbracciarono il buddhismno tibetano all’inizio del XVII° secolo, quando il loro capo Torghuud, Khöö Orlög, decise di muoversi verso ovest. I Calmucchi si insediarono prevalentemente nella zona circostane il Delta del Volga (Astrakhan), ma i loro domini comprendevano un territorio molto più vasto, dal Caspio, agli Urali, fino all’antica patria centro asiatica dove mantenevano stretti legami con le altre tribù Oirate rimaste. In questi anni i russi cominciarono a utilizzare il termine “calmucco”, appreso dai Tartari, parola di origine turca che significherebbe “restare”. Alleati con l’Impero russo, i Calmucchi prosperarono per quasi due secoli. Alla fine del XVIII° secolo, per la crescente interferenza russa, Kalmyk Khan decise di ritornare in patria. Circa 200mila Calmucchi iniziarono una marcia senza precedenti verso l’Asia centrale. Dopo quasi 7 mesi i Calmucchi riuscirono a raggiungere il Lago Balkaš in Manciuria. Parte di essi non riuscì ad attraversare il Volga e l’Ural per unirsi al loro Khan. Questa parte si assoggettò quindi alla sovranità russa, prima sotto gli Zar e successivamente sotto i comunisti, iniziando gradualmente a creare insediamenti fissi. La Calmucchia ottenne per una prima volta lo status di oblast autonomo nel 1920, e 15 anni dopo divenne una Repubblica Autonoma. Nel 1943 l’autonomia venne revocata e la Calmucchia posta direttamente sotto il controllo del governo centrale. Durante la II guerra mondiale, sospettoso della loro lealtà nonostante l’insoddisfazione per le loro condizioni, Stalin deportò l’intera nazione calmucca in Siberia, su carri bestiame in pieno inverno. Finalmente Kruschëv permise il ritorno dei calmucchi nel 1957. I pochi sopravvissuti a 14 anni nei campi siberiani trovarono le loro case e le loro terre occupate da immigrati russi e ucraini.La Calmucchia riottenne lo status di Oblast autonomo nel 1958, status che conserva tuttora all’interno della Federazione Russa.