Viaggi in Sudan

TOUR BERENICE PANCRISIA

Viaggio sulle orme della spedizione Negro – Castiglioni – Balbo. Lasciata Khartoum giungeremo a Meroe, luogo che conserva il formidabile tesoro archeologico delle tombe dei faraoni neri. Risaliremo antichi wadi dove sarà possibile incontrare i fieri nomadi beja. Proseguiremo verso nord fino a raggiungere la mitica Berenice Pancrisia, la città dell’oro dei faraoni. Poi verso sud ovest fino alla “romantica” Stazione n° 6 dell’antica linea Khartoum – Wadi Halfa – Cairo, costruita nel primo ‘900 dagli inglesi, con l’idea di unire tutte le loro colonie fino a Città del Capo. Proseguiremo attraverso il Deserto Nubiano, landa desertica caratterizzata da formazioni di granito e picchi di roccia. Poi tutta una serie di siti archeologici e antiche tombe: Jebel Barkal, Old Dongola, El Kurru, lungo un percorso dall’incredibile fascino storico e in parte ancora inesplorato.

immagine_01Berenice Pancrisia

Berenice Pancrisia è un antico insediamento urbano, situato nel deserto nord-orientale del Sudan, vicino alle miniere d’oro del Uadi Allaqi, da dove gli antichi egizi estraevano l’oro per i faraoni. Fu scoperta il 12 febbraio del 1989 da una spedizione italiana, composta dai fratelli Castiglioni, Luigi Balbo, Giancarlo Negro e Manlio Sozzani, utilizzando una mappa araba del IX secolo che riportava una miniera. La scoperta è stata considerata così importante da creare una nuova branca dell’archeologia: la Nubiologia. Berenice Pancrisia significa “tutta d’oro” dal greco panchrysos e avrebbe avuto il nome da Tolomeo II Filadelfo che, nel 271 a.C. circa, in onore della madre Berenice I, ribattezzò la località dopo averla completamente ristrutturata e ampliata. Ma una seconda ipotesi farebbe derivare il nome dal dio Pan, nome greco di Min divinità egizia del deserto. In realtà, il sito nubiano risale a moltissimo tempo prima della dinastia tolemaica ed era conosciuto come la città dei Beja. Numerosi esploratori arabi conoscevano Berenice Pancrisia ma, all’inizio del IX secolo, le mutarono il nome in Allaqi e in Ma’din ad-dahab ossia miniera d’oro. Restò conosciuta fino al XII secolo quando iniziò il declino, poiché estrarre oro, nel deserto, divenne eccessivamente costoso principalmente per carenza di acqua. Poi, nel 1600 circa si perse l’ubicazione precisa e Berenice fu cancellata dalle carte geografiche e dalla toponomastica. L’abitato è attraversato da una strada lunga circa 500 metri e larga quasi 5, rettilinea e lastricata similmente ad un decumano. Nel centro urbano si trovano i resti di un edificio molto grande con finestre ad arco e adibito molto probabilmente a luogo di culto.