Viaggi in Turchia

TOUR EST ANATOLIA E CAPPADOCIA

Un viaggio per scoprire le antiche e fiorenti civiltà che attraversarono e si stanziarono nell’Anatolia orientale, tra steppe, montagne imponenti e pascoli d’altura, fino al surreale paesaggio della Cappadocia, con le sue ondulate valli dalle mille tonalità ocra, arancione e crema che formano una conformazione geologica unica al mondo. Da Erzurum raggiungeremo le steppe dove giace Ani, antica capitale armena per poi ritrovare l’atmosfera della vecchia Russia fra le residenze belle epoque e in stile baltico di Kars. Ci ritroveremo, quindi, di fronte al biblico Monte Ararat, tra villaggi curdi e monumenti “magici” come il Palazzo di Ishak Pasa, appena fuori Dogubayazit. Dal favoloso Van Kalesi la nostra vista si perderà nell’immenso Lago di Van, dove sull’isola di Akdamar si trova una delle meraviglie dell’architettura armena, la Chiesa della Santa Croce del X° secolo. Quindi entreremo a Diyarbakir, fiero simbolo dell’identità e della tenacia del popolo curdo per ascoltare alla casa Dengbje le antiche storie cantate di questo popolo senza terra. Una lunga battaglia sociale che si prolunga da anni ci permette di vedere ancora la meravigliosa Hasankeyf, ma, purtroppo, la nuova diga, forse già nel 2015 sommergerà questo tesoro architettonico e culturale. I monasteri di Deyrulzafaran e Mar Gabriel ci ricordano come questi luoghi siano il cuore dell’antica chiesa Siriana Ortodossa. Colori, sapori e antichi mestieri al mercato di Urfa prima della scalata al Nemrut Dagi, sito straordinario, frutto delle manie di grandezza di Antioco I. Usciremo dall’Anatolia orientale con la vista dei meravigliosi mosaici di Gaziantep ed entreremo nella fiabesca Cappadocia dalle perforate catene montuose e torreggianti formazioni rocciose di mistica bellezza. Alterneremo piacevoli e mai duri percorsi a piedi fra i “camini delle fate” a visite nelle gallerie bizantine delle città sotterranee, chiese rupestri, rocche, villaggi scavati nel tufo, assaporando cibi tradizionali e vino locale. Lasciare questi luoghi spettacolari sarà veramente difficile.

immagine_01Le città sotterranee della Cappadocia

Alan Weisman, l’autore del libro The World Without Us sostiene che le città sotterranee della Cappadocia potrebbero essere l’ultima cosa a sopravvivere dopo l’improvvisa estinzione dell’umanità.  L’area, collocata tra l’Europa e il Medio Oriente, infatti, ha visto un flusso di eserciti invasori e combattimenti lunghi per secoli. Non c’è da stupirsi, quindi, che in un periodo databile tra l’8000 ed il 1400 a.C., in questi posti si optasse per una soluzione ovvia: la costruzione di  città sotterranee dove fosse agevole nascondersi in caso di calamità. Finora ne sono state scoperte dieci  e tra le più grandi ci sono Derinkuyu e Tatlarin. La cittadina di Derinkuyu fu conosciuta per caso nel 1965 quando un privato sfondò la parete della grotta sotterranea della propria casa, scoprendovi una stanza che non aveva mai visto. Da lì, la serie di passaggi che portava da un cunicolo all’altro, in un’alternanza di piani sotterranei. La città si sviluppa infatti a più di 85 metri di profondità al di sotto della superficie, e su oltre tre livelli, e appare completa e indipendente in ogni aspetto architettonico e sociale.  Secondo gli speleologi, il labirinto di camere che discendevano di almeno diciotto piani, era collocato a oltre 280 metri sotto la superficie e la sua ampiezza era tale da contenere almeno 30 mila persone. Tatlarin fu scoperta nel 1975, quando il suo originario ingresso crollò per cause naturali, permettendo di ritrovare una delle più importanti città sotterranee della regione. All’ interno fu ritrovato un antico WC che mostra come i servizi igienici fossero usati in Anatolia già 3000 anni fa. All’interno dei cunicoli, furono trovate aree per lo stoccaggio degli alimenti, veri e propri silos, e diverse chiese. Si pensò che fosse stata usata come centro sociale a scopi religiosi o militari per le notevoli dimensioni delle sue camere (testo di Vera Di Donato, articolo completo su www.ilpuntozero.com ).