Il Viaggi a Taiwan, Hong Kong, Macau

TOUR IL FESTIVAL DELLE LANTERNE

La Cina da sempre si è considerata un fenomeno naturale permanente. Un’ unità territoriale di cui non si conosce l’origine se non in una mitica età dell’oro talmente remota che risulta vano cercarne il punto d’inizio. Ma alcuni momenti storici hanno turbato questo ordine di stabilità: dal 1949 a Taiwan si sdoppia la millenaria identità nazionale cinese: per i nazionalisti diventa la sede del governo in esilio della repubblica di Cina, per Pechino, invece, una provincia rivoltosa, l’ultimo residuo del “secolo d’umiliazione” della Cina. Scopriremo la storia passata e il presente dei figli di Chiang Kaishek e la notte magica in cui si svolge il tradizionale Festival delle Lanterne. Ancor prima, furono le potenze europee occidentali con la loro supremazia tecnologica a minacciare l’ordine mondiale cinese. Macao, una avamposto in Oriente della cultura occidentale, porto di una varietà di viaggiatori, navigatori, commercianti, avventurieri e missionari che da qui transitarono non solo per vendere e comprare, ma soprattutto per esplorare e convertire. In fondo alla scalinata della cattedrale di Sao Paulo, l’immagine di Macao come per Parigi lo è la Tour Eiffel,  si apre un dedalo di stradine tortuose che girano attorno alle rovine e scendono alla base di uno dei sette colli su cui è stata edificata Macao. Indovini predicono il futuro, prostitute offrono i loro sorrisi, negozi di ogni tipo vendono di tutto, dal pane a unguenti e prodotti afrodisiaci. Andare a Macao significa fare un salto a ritroso nel tempo.  Hong Kong, la piccola isola sotto la curva del grosso ventre cinese, poco a sud del Tropico del Cancro. Il suo nome significa “porto profumato” , c’è chi dice perché qui ha trovato il suo habitat naturale la pianta di Aquilaria Sinensis e il profumo dell’incenso lavorato riempiva l’aria. Altre voci identificano nell’ oppio la fragranza che inondava il porto più di centocinquanta anni fa. Un minuscolo ma potentissimo angolo dell’Asia che vende e corre, che sfinisce li uomini d’affari e ammalia i turisti, che riversa sui mercati mondiali tonnellate di merci e accende bastoncini di incenso agli dei del mare, che si sforza di parlare inglese ma pensa in cinese. Un mondo a parte, qui nelle colonie e in una sorprendente Taiwan, fatta di mesi lunari, di draghi, lanterne rosse e pesci volanti. Ma anche di grattacieli e luci a neon, come quelle della sfolgorante capitale Taipei e dell’accogliente città portuale di Kaohsiung. Un viaggio per comprendere le grandi contraddizioni e i contrasti di questo “piccolo miracolo della natura” che ha nome Taiwan. Così attraente che i primi ad approdarvi non ebbero dubbi su come chiamarla: Ilha Formosa, ovvero “Isola bella”..

immagine_01Il Festival delle Lanterne

 Il festival delle Lanterne si svolge il 15 gennaio del calendario cinese, all’apparire della prima luna piena, simbolo del nuovo inizio. La parola “Xiao” in cinese antico si usava per indicare la “sera”, da qui il termine “YuanXiaoJie, che significa il Festival Serale delle Lanterne. Per la festa vengono realizzate in tutta l’isola centinaia di migliaia di lanterne dalle più colorate e disparate forme e decorazioni. Tutti gli abitanti di Taiwan in questo giorno mangiano il tangyuan, gnocchi di riso glutinoso, ripieni di ingredienti dolci o salati. L’origine della festa proviene dalla tradizione contadina, quando gli agricoltori celebravano con il Capodanno l’inizio della nuova stagione di primavera. Alcune leggende indicano l’inizio del festival al periodo della dinastia Han (206 a.D. – 22 d.C.), quando un imperatore devoto al buddhismo ordinò al suo popolo di illuminare la prima notte di luna piena con torce e lanterne. In questo modo sarebbe stato più facile vedere le divinità scendere dal cielo per dare la benedizione alla terra. Questa attività si diffuse gradualmente fra la gente comune fino a far diventare la Festa delle Lanterne la più popolare dopo il capodanno Cinese. Ed è per questo che viene anche denominato il Piccolo Capodanno.