ALBANIA, MONTENEGRO, BOSNIA, KOSOVO, MACEDONIA

Gran Tour dei Balcani

Un percorso tra storia e bellezze naturali nel cuore dell’Europa orientale, tra paesi giovani ed emergenti incastonati nella meravigliosa cornice dei Balcani. Il nostro itinerario inizierà in Albania, dalla cittadina medievale di Kruja, città natale del patriota Skanderbeg, e dalla bellissima Scutari, con le tipiche casette in legno in stile veneziano. Percorreremo un tratto di costa e faremo il nostro ingresso in Montenegro, approdando a Cattaro, le cui architetture bizantine e i viottoli pavimentati in pietra rosa hanno valso a questo piccolo gioiello il titolo di Patrimonio dell’Umanità. Budva non sarà da meno, con le sue splendide fortificazioni e la sua scenografica posizione tra le azzurre acque dell’Adriatico. Raggiungeremo così la Bosnia Erzegovina, terra dal ricco patrimonio storico e culturale, ancora ferita dal conflitto dei primi Anni Novanta. Tappe imprescindibili saranno Mostar, con il suo famoso Ponte Vecchio, e Sarajevo, capitale fortemente dominata dalla componente religiosa e multiculturale. Rientreremo brevemente in Montenegro per fermarci al suggestivo Monastero di Ostrog, il cui corpo principale sembra quasi sgorgare dalla roccia. Si apriranno di fronte a noi gli spettacolari paesaggi del fiume Moraca, tra gole, canyon e acque cristalline, fino a Kolasin e poi al Kosovo. Di questo piccolo e recente Stato si conosce solo la storia travagliata, ma il Paese ha molto da offrire: la cittadina di Peja, stretta tra le montagne della Rugova, il Monastero di Visoki e i suoi bellissimi affreschi bizantini, e ancora l’ottomana Prizren, culla culturale e storica del popolo kosovaro. Ed eccoci pronti a varcare il confine con la Macedonia, partendo dalla capitale Skopje, una delle mete più eclettiche d’Europa, dove il maestoso Ponte in Pietra sovrasta il fiume Vardar e sapientemente unisce la Città Vecchia alla sponda meridionale. Proseguiremo per Bitola ed il sito archeologico di Heraclea,  prima di bearci dei rilassanti paesaggi di Ocrida e del suo bellissimo lago, sul quale si affacciano le suggestive cupole del monastero bizantino di San Naum. Tappa finale la vivace e caotica capitale Tirana, il cui fascino inconsueto è esploso in seguito alla decadenza comunista, lasciando spazio ad un’energica rinascita metropolitana, con i suoi edifici  multicolori, le belle piazze e le vie pedonali del centro storico, che ne hanno fatto il cuore pulsante d’Albania

immagine_01L’Antica Illiria

Nel periodo di massima espansione l’antica Illiria occupava la parte occidentale della penisola balcanica, estendendosi dal Danubio all’Epiro. Di origini indoeuropee e inizialmente composti da dalmati e pannoni, gli Illiri si insediarono sulle coste settentrionali e orientali dell’Adriatico intorno al 1300 a.C, divenendo un popolo di importanti navigatori ed imperversando senza tregua nelle acque del Mediterraneo. Durante i secoli successivi i territori illirici furono conquistati dapprima dai greci, che fondarono numerose città sulla costa, e poi dai vicini regni dell’Epiro e della Macedonia. L’ultimo regno illirico fu datato al III secolo a.C. con capitale Scodra, l’odierna Scutari. Per cercare di arginare la dirompente avanzata romana, gli Illiri misero in discussione la  libertà di navigazione nel Mediterraneo, minaccia che fu letta come una dichiarazione di guerra da parte dei Romani, che li sconfissero nel 228 e nel 219 a.C. I romani conquistarono Scodra, stabilendovi una colonia che chiamarono Illyricum (168 a.C.). Le regioni confinanti della Dalmazia e della Pannonia vennero assoggettate dai nuovi conquistatori, annettendole all’estesa prefettura romana che comprendeva una vasta area a nord dell’Adriatico e buona parte dei Balcani. Sebbene le principali tracce della latinizzazione culturale si trovino lungo la zona costiera,  l’intera regione fiorì sotto il governo romano, con la nascita di numerose città e di una nuova rete stradale, compresa l’antica Via Egnatia, la rotta militare e commerciale che collegava l’Illiria a Costantinopoli. Con la caduta dell’impero romano d’Occidente, il regno divenne parte dell’impero bizantino e, con le invasioni barbariche, diventò dimora permanente delle tribù slave. Tuttavia l’impero illirico conobbe nuova vita con Napoleone nel 1809, con la costituzione delle province illiriche in seguito al Trattato di Vienna, e fu rivitalizzato anche tra il 1816 e il 1849 dagli Asburgo con la costituzione del Regno d’Illiria.