Viaggi in Bangladesh

TOUR L’ORO GIALLO DELLA TIGRE

Un’avventura emozionante di grande interesse naturalistico , culturale ed etnico alla scoperta delle meraviglie sconosciute del Bangladesh. Dalla frenetica capitale Dhaka si parte per una sensazionale spedizione nel Sundarban National Park insieme airaccoglitori di miele, i Mowali, che in seguito a vari riti propiziatori si affidano a Bon Bibi, la Signora della Foresta per  avventurarsi nella riserva di mangrovie più grande del mondo , sfidando la presenza della famosa Tigre del Bengala. E’ un’esperienza unica, dove saremo guidati, compatibilmente con i suoi impegni professionali,  da Tanjilur Rahman, uno dei maggiori conoscitori delle Sunderbans, colui che ha accompagnato la troupe  della BBC inglese, durante la realizzazione del documentario “Sunderbans, Bangladesh”, per la serie “Seven Wonders of the Commonwealth”. Il viaggio  prosegue, poi,  tra arte e architettura dei siti dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO , come i monumenti islamici di Bagherat , la città tempio Indù di Puthia , il sito archeologico buddhista di Paharpur. Diverse dal resto del paese, le colline di Chittagong ospitano i gruppi etnici  tibeto-birmani, come Chamka,  Murong, Lusai,  Tripura,  che incontreremo nei villaggi  della zona di Bandarban e Rangamati e nel pittoresco mercato del sabato a Lama. L’ultima tappa sarà  Cox’s Bazaar, dove all’ alba non ci potremo perdere l’arrivo dei pescatori e le contrattazioni nel famoso mercato del pesce . Un itinerario unico che mostra le diverse ricchezze naturalistiche, architettoniche, culturali e antropologiche di  un paese ancora tutto da scoprire e che regala momenti indimenticabili.

immagine_01I raccoglitori Mowali

I Mowali, i raccoglitori di miele del Sundarban, per qualche kilo di oro giallo della foresta affrontano non solo i feroci pungiglioni delle giganti api asiatiche e il difficile terreno delle mangrovie ma soprattutto penetrano nel cuore del regno della Tigre del Bengala. Per tre mesi , da aprile a giugno, quando le Apis dorsata costruiscono enormi nidi su alberi e cespugli, i Mowali setacciano le fitte mangrovie nel sud del Bangladesh. La preziosa ricerca inizia ai primi di aprile con una cerimonia di apertura ufficiale in cui le barche vengono benedette e i permessi vengono rilasciati dal Dipartimento Forestale. Da quel momento i raccoglitori di miele caricano le canoe di legno e cominciano il viaggio in quel selvaggio labirinto di fiumi e torrenti. Tradizionalmente un gruppo di Mowali  è composto da 7-9 persone, con un capo, e si forma  per la sola durata della stagione di raccolta del miele. Dopo la raccolta non lavorano più insieme nello stesso gruppo.Normalmente un gruppo rimane a bordo dell’imbarcazione per circa un mese. Nei primi giorni gli uomini vagano alla ricerca di una consistente concentrazione di alberi in fiore , un’area ideale per il raccolto, che non sia stata ancora presa da altri Mowali. Poi costruiscono un riparo con foglie di Golpatta (un tipo di mangrovia) per mettervi le barche e i propri effetti personali: zanzariere, stuoie, coperte , grandi anfore di argilla con acqua dolce, un bene prezioso nel Sundarban, riso, lenticchie, sale , spezie, olio, patate, ghur (melassa di palma) , cipolle e le immancabili foglie di betel. Il bolo dei masticatori di betel è formato da una foglia di Piper betle in cui si racchiude un poco di calce, un pezzetto di noce di Areca catechu. Masticato produce una leggera ebbrezza. Durante la ricerca i coraggiosi piccoli uomini portano con sé solo l’indispensabile : un gamcha, il sottile indumento di cotone che avvolgono intorno alla testa e al viso per proteggersi dalle api, fiammiferi per accendere le torce fumogene, un cesto per il miele e un falcetto (dao) per tagliare l’alveare, che funge anche da arma di difesa contro le tigri. Uno dei Mowali rimane a bordo, vicino al gruppo che si sparpaglia velocemente in un semicerchio dove tutti possono sentire la voce di uno o dell’altro, evitando così di perdersi.  Quando uno tra loro scopre un nido, eccitato informa rumorosamente il resto del gruppo, che a sua volta si avvicina all’alveare e accende velocemente foglie verdi per creare così delle torce fumogene allo scopo di allontanare le api. Il Mowali incaricato di tagliare l’alveare, rapidamente sale sull’albero e strofina le api rimaste con le mani nude, dopo di che accuratamente incide per estrarre il miele delizioso e la cera bianca per poi collocare il  tutto nel cestino. Non appena avviene il taglio del favo, i Mowali lasciano la zona per trovarne una nuova. La quantità di miele ricavato dall’alveare dipende dalla dimensione della colonia di api. Si aggira intorno agli otto kili per favo.Una volta a bordo della barca, il miele viene pressato fuori dalla cera e filtrato attraverso un panno sottile, dopo di che trasparente e pulito viene deposto in grossi contenitori. Oltre al miele che sarà venduto ad un intermediario, di solito la stessa persona che elargisce il prestito per il permesso e il rifornimento, anche la cera è oggetto di commercio in quanto utilizzata prevalentemente nell’industria cosmetica.