BHUTAN

TOUR SULLE ALI DELLA FELICITA’

Con le sue alte montagne innevate, le gole scure in cui riecheggia il fruscio dei torrenti, le vallate color smeraldo silenziose sotto il sole e le foreste brulicanti giorno e notte di ogni forma di vita, il Bhutan non possiede città così come le intendiamo noi e ha non più di una mezza dozzina di strade asfaltate di una qualche importanza. Timphu – la capitale – costituita da poche centinaia di abitazioni e botteghe con la facciata in legno, potrebbe apparire come la sede del governo più bucolica del mondo per l’assenza di semafori e il divieto di fumare tabacco. Città come Paro e Punakha, con i loro edifici decorati e dipinti, sembrano essersi materializzate dalle illustrazioni delle fiabe. La scarsità della popolazione e l’adozione di una politica di tutela delle risorse naturali fanno del Bhutan una sorta di immenso parco naturale himalayano, ancora popolato dalle specie animali e vegetali ormai scomparse in altri paesi di questa regione. Non a caso è chiamato anche il Regno della Felicità, perché è l’unico Paese ad aver introdotto “l’indice della felicità” nel calcolo del prodotto interno lordo. E’ inoltre l’unico paese a professare come religione ufficiale la forma del buddhismo detta Mahayana e che ha giocato un ruolo fondamentale nella storia e nello sviluppo delle strutture sociali, tanto che tuttora riveste un importante ruolo sia per il grande peso del clero all’interno della società (fino a pochi decenni fa monopolista di fatto della cultura, in quanto unicamente nei monasteri era possibile ricevere l’istruzione) sia per l’importanza assegnata ai valori religiosi anche nell’azione politica. Un mondo incredibile, rimasto quasi intatto dall’avanzare del capitalismo e la modernità. Sigillato a nord dalla catena Himalaya, ha vissuto in un isolamento quasi forzato. Solo a metà degli anni 70 si è aperto al turismo. Il viaggiatore che si affaccia in Bhutan scopre un paese con una natura incontaminata e panorami bellissimi, i “Dzong” monasteri-fortezze dall’architettura imponente, un popolo ospitale e genuino che protegge la sua identità culturale e scandisce le sue giornate sui modelli di un buddismo radicato. Paro è l’unico l’aeroporto internazionale, quindi il punto di partenza di tutti gli itinerari. Noi abbiamo deciso di abbinare Kathamndu in Nepal  a questo viaggio classico che include Paro , con la sua verdeggiante vallata che accoglie alcubi degli edifici storici più sacri del Paese – Thimpu, insolita capitale dove sviluppo moderno e tradizioni antiche si mescolano – Gangtey, con il suo importante monastero – e infine Punakha, con il suo “tempio della fertilità. In Nepal si visitano i maggiori luoghi di interesse. Kathmandu la capitale cresciuta nell’omonima valle a mt 1300 mt di altitudine, oggi città cosmopolita ed altamente trafficata; Patan l’antica capitale medioevale a 5 km da Kathmandu; il bellissimo stupa di Bodhnath (in fase di restauro dopo il forte terremoto dell’aprile 2015). Si sale al colle di Swayambunath, luogo sacro, in un parco abitato da scimmie.

lo stop in Nepal in entrata e uscita può essere anche ridotto in base alle necessità personali. E’ possibile raggiungere Paro anche da Delhi, in questo caso viene tolta l’estensione in Nepal. 

 

immagine_01Itinerario schematico

Giorno 1 – Partenza dall’Italia.
Giorno 2 – Arrivo a Kathmandu
Giorno 3 – Kathmandu
Giorno 4 – Kathmandu – Paro – Thimpu
Giorno 5 – Thimpu
Giorno 6 – Thimpu – Gangtey
Giorno 7 – Gangtey
Giorno 8 – Gangtey – Punakha
Giorno 9 – Punakha – Paro
Giorno 10 – Paro
Giorno 11 – Paro – Kathmandu
Giorno 12 – Kathmandu – Dhulikel
Giorno 13 – Dhulikel – Aeroporto di Kathmandu – Partenza