CECENIA e DAGHESTAN

TOUR I SEGRETI DEL CAUCASO

Un’ epica avventura ci conduce fra le valli e le montagne del Caucaso russo, là dove la storia ha lasciato tracce di turbolenti conflitti, con campagne militari che nel corso dei secoli hanno visto  Persiani, Romani, Turchi, Russi, impegnati a battagliarsi questo strategico territorio dell’ antica Via della Seta. Si parte dalla rinata Grozny, una nuova capitale, luccicante di grattacieli, boutique d’alta moda, moschee dai minareti imponenti. Ma bastano pochi chilometri per raggiungere le misteriose montagne del Daghestan, dove vivono i 40 popoli che formano i cosiddetti “daghestani”, ognuno con il proprio idioma, le proprie leggende e tradizioni. Da Kezenoy Am lake, ancora in Cecenia, fino a poco prima di Derbent è come entrare in una dimensione extratemporale: si attraversano valli e montagne, un susseguirsi di paesaggi mozzafiato, puntellati di piccoli villaggi tradizionali abitati da artigiani di mestieri perduti come i gioiellieri di Kubachi o i produttori di burka di Rakhata. Proveremo una sensazione d’immenso davanti allo strapiombo vertiginoso del Canyon Khunzakh o sulla terrazza naturale del villaggio fantasma di Gamsutl. E’ un rimpianto lasciare questo mondo antico, i contrafforti del Caucaso sono alle nostre spalle mentre dinanzi a noi ci troviamo un centro storico dove i racconti de “Le mille e una notte” prendono magicamente vita. Siamo nell’ antica cittadella di Derbent (sito UNESCO) e proprio in queste stradine tortuose e nella vecchia Moschea parteciperemo alle celebrazioni dell’ Ashura. Infine, storia e contemporaneità si incontreranno nella bellissima Baku, ultima tappa caucasica del viaggio.

immagine_01Shamil, il Leone del Caucaso

Nato nel 1797, dal 1834 al 1859 condusse la guerra contro l’impero russo nel Caucaso. Nel 1830 aderì al Muridismo, un movimento appartenente alla confraternita mistica islamica sufi. Sotto la guida di Ghazi Muhammad, la confraternita aveva iniziato una guerra santa contro i russi, i quali aveva formalmente acquisito il controllo del Daghestan dall’Iran nel 1813. Dopo che Ghazi Muhammad fu ucciso dai russi (1832) e il suo successore, Gamzat-bek fu assassinato dai suoi stessi seguaci (1834), Shamil fu eletto terzo imam (leader religioso-politico) del Daghestan. Shamil riorganizzò le tribù cecene e dagestane e le guidò in imponenti incursioni contro le posizioni russe nelle montagne del Caucaso. Nel 1857 i russi, determinati a spegnere la rivolta nel Caucaso, allestirono un esercito numeroso e ben armato. I successi militari russi, assieme all’esaurimento crescente di seguaci di Shamil, portò aa resa di moti villaggi. Dopo che l’esercito russo assalì con successo la fortezza di Vedeno (1859), Shamil, accompagnato da alcune centinaia di seguaci, si ritirò sul Monte Gunib. Il 6 settembre 1859 si arrese. Condotto dapprima a San Pietroburgo, fu poi esiliato a Kaluga, a sud ovest di Mosca. Con il permesso dello zar nel 1870 fece un pellegrinaggio alla Mecca nel corso del quale morì.