CIAD

TOUR ENNEDI E BORKOU

La nostra spedizione di quest’ anno in Ciad vi svelerà il magico Deserto del Borkou e l’ Ennedi, la parte nord orientale del Ciad sahariano, terra affascinante e avventurosa. Come il suo paesaggio.  Un continuo di gole, canyon percorribili da stretti sentieri, ma anche limpidissime guelte, bacini d’acqua racchiusi nella roccia. E ancora villaggi neolitici, macine, pestelli e reperti ovunque, rocce scolpite ed erose dal vento che per millenni le ha modellate costruendone labirinti, archi di diversa ampiezza creando un ambiente spettacolare, figure dalle sembianze più stravaganti, veri e propri ricami di pietra. Si parte da N’djamena e si attraversano le dune dell’ Erg du Djiurab. Seguendo il tracciato di un’antica carovaniera ci inoltriamo nel Borkou, scavalcheremo dune di sabbia che sbarrano il nostro percorso fra le montagne di questo mondo così irreale. E là, di fronte a noi, troveremo la massiccia sagoma dell’ Emi Koussi, il tetto del Sahara con i suoi 3415 mt..  E poi gli incontri con le popolazioni locali, nomadi il più delle volte e  non ancora avvezze al turismo: Zagawa, Bideyat, Gaeda, Tama. Raggiungeremo una delle meraviglie scenografiche del Ciad: i laghi di Ounianga, una serie di specchi d’acqua dolci e salati alimentati da falde sotterranee. Il paesaggio è un susseguirsi di palmeti, falesie di arenaria multicolore, dune policrome e accampamenti di nomadi intenti ad estrarre un sale rosso cristallino. E’ la regione dei Tebu, popolazione isolata di ceppo etiope, chiusi e solitari ma dalla forte coesione etnica, dotati di straordinaria resistenza alla fame, alla sete e agli spostamenti. A seguire le gole di Archeï: un verdissimo oued che  si snoda tra torri di arenaria dalle forme bizzarre fino ad addentrarsi nella stretta gola che custodisce la splendida guelta, importantissima riserva  d’acqua e habitat per il “raro” coccodrillo del Nilo. L’oasi è di una rara bellezza, qui il tempo sembra veramente essersi fermato e gli  originali esempi di archeologia rupestre che si possono ammirare nella zona,  costituiscono una particolare “eccezione stilistica” nel complesso mosaico dell’intera preistoria sahariana. Il territorio inizia a cambiare percorrendo la pista verso sud. Dal deserto si passa alla savana, che diventa via via più rigogliosa col passare dei chilometri. N’djamena è all’ orizzonte.  

immagine_01L’Ennedi

Situato nel nord-est del Ciad, l’altopiano dell’Ennedi è una delle regioni più remote del Deserto del Sahara. L’Ennedi si sviluppa lungo il confine con il Sudan e la Libia e si caratterizza per le sue incredibili formazioni geologiche di arenaria modellate a forma di arco, piloni e pareti di roccia che possono raggiungere anche i 1000 metri d’altezza. L’ Ennedi è anche una rete di antichi uadi, di oasi e di guelte dove incontrare le grandi mandrie di cammelli della popolazione tebu, i nomadi del deserto.  In questo mare di sabbia il sistema dei Laghi di Ounianga sono una risorsa preziosa e stupefacente, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.  Una rada vegetazione cresce tra la sabbia e  questi bastioni di arenaria, soprattutto dopo le scarse precipitazioni che si verificano nei mesi estivi. Molti sono i siti archeologici con pitture rupestri raffiguranti gli animali più caratteristici della savana ma anche figure metafisiche, che ci ricordano  come il Sahara un tempo fosse un territorio fertile e popolato sin dalla notte dei tempi.