Viaggi in Ciad

TOUR ENNEDI

Siamo nell’ Ennedi, nella parte nord orientale del Ciad sahariano, terra affascinante e avventurosa. Come il suo paesaggio.  Un continuo di gole, canyon percorribili da stretti sentieri, ma anche limpidissime guelte, bacini d’acqua racchiusi nella roccia. E ancora villaggi neolitici, macine, pestelli e reperti ovunque, rocce scolpite ed erose dal vento che per millenni le ha modellate costruendone labirinti, archi di diversa ampiezza creando un ambiente spettacolare, figure dalle sembianze più stravaganti, veri e propri ricami di pietra. Si parte da N’djamena,  lungo il  tratto di strada che costeggia la  regione del Guèra seguendo la direttrice che ci porterà ad Abechè, attraverso l’antica via carovaniera  che collegava i grandi regni dell’Africa Nera al Mediterraneo. I paesaggi e la circostante vegetazione iniziano a cambiare e la savana lascia il posto alle regioni desertiche e rocciose dagli incantevoli scenari: siamo ai confini meridionali dell’Ennedi, che faranno da sfondo agli incontri con le popolazioni locali, nomadi il più delle volte e  non ancora avvezze al turismo: Zagawa, Bideyat, Gaeda, Tama.  Raggiungeremo le gole di Archeï: un verdissimo oued che  si snoda tra torri di arenaria dalle forme bizzarre fino ad addentrarsi nella stretta gola che custodisce la splendida guelta, importantissima riserva  d’acqua e habitat per il “raro” coccodrillo del Nilo. L’oasi è di una rara bellezza, qui il tempo sembra veramente essersi fermato e gli  originali esempi di archeologia rupestre che si possono ammirare nella zona,  costituiscono una particolare “eccezione stilistica” nel complesso mosaico dell’intera preistoria sahariana. Ci dirigiamo  più a Nord per raggiungere una delle meraviglie scenografiche del Ciad: i laghi di Ounianga, una serie di specchi d’acqua dolci e salati alimentati da falde sotterranee. Il paesaggio è un susseguirsi di palmeti, falesie di arenaria multicolore, dune policrome e accampamenti di nomadi intenti ad estrarre un sale rosso cristallino. E’ la regione dei Tebu, popolazione isolata di ceppo etiope, chiusi e solitari ma dalla forte coesione etnica, dotati di straordinaria resistenza alla fame, alla sete e agli spostamenti. A metà del nostro tragitto, sulla via di ritorno verso N’Djamena, ci aspettano ancora il villaggio di Fada e la  depressione del Mourdi, un’immensa lingua di sabbia che divide l’Ennedi dai rilievi degli Erdi, anch’essa miniera di preziosi reperti neolitici. E poi ancora Demio e l’oasi di Teguedei, con le sue saline a cielo aperto. Si attraversano le dune dell’Erg du Djurab per raggiungere Bishagara, roccaforte di arenaria e pitture rupestri e infine ultima tappa a Bahr El Ghazal, il  “fiume delle gazzelle”, antico emissario dell’immenso bacino lacustre del Paleociad.  (foto 2° e 4° di M. Chichierchia).

immagine_01L’Ennedi

Situato nel nord-est del Ciad, l’altopiano dell’Ennedi è una delle regioni più remote del Deserto del Sahara. L’Ennedi si sviluppa lungo il confine con il Sudan e la Libia e si caratterizza per le sue incredibili formazioni geologiche di arenaria modellate a forma di arco, piloni e pareti di roccia che possono raggiungere anche i 1000 metri d’altezza. L’ Ennedi è anche una rete di antichi uadi, di oasi e di guelte dove incontrare le grandi mandrie di cammelli della popolazione tebu, i nomadi del deserto.  In questo mare di sabbia il sistema dei Laghi di Ounianga sono una risorsa preziosa e stupefacente, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.  Una rada vegetazione cresce tra la sabbia e  questi bastioni di arenaria, soprattutto dopo le scarse precipitazioni che si verificano nei mesi estivi. Molti sono i siti archeologici con pitture rupestri raffiguranti gli animali più caratteristici della savana ma anche figure metafisiche, che ci ricordano  come il Sahara un tempo fosse un territorio fertile e popolato sin dalla notte dei tempi.