COREA DEL NORD E DEL SUD

TOUR LE DUE COREE

Un viaggio unico, alla scoperta dell’ultimo “ordine bipolare” esistente al mondo. Un paese tagliato in due dagli avvenimenti storici scaturiti al termine della Seconda Guerra Mondiale. Da una parte del muro un paese moderno e votato al capitale, dall’ altra una dittatura dalla nomea comunista sino al crollo dell’Unione Sovietica ma che negli ultimi 25 anni ha preferito dichiararsi come “regno autarchico”, capace di reggersi con le proprie forze a dispetto della globalizzazione del resto del pianeta. Del Sud visiteremo i suoi imponenti e importanti edifici e templi storici, come la fortezza di Suwon  e il tempio di Haeinsa, che ospita la Tripitaka Koreana. Attraverseremo zone di grande bellezza paesaggistica, come il Gayasan National Park,  osserveremo lo stile di vita di un tempo nel  Bukchon Hanok Village, rimarremo poi stupiti dalla Corea contemporanea nell’ avveniristica Dongdaemun Design Plaza, progettata dall’archistar Zaha Hadid. Poi, via Beijing, dove visiteremo gli ultimi tradizionali Hutong, raggiungeremo l’altra frontiera della penisola, la Repubblica Popolare. Pyongyang è l’antitesi di Seoul: nessuna luce al neon, al posto delle auto migliaia di biciclette, un ordine superiore che regola tutto . Tra parate militari, esempi di economia collettivizzata, giochi ginnici di massa, comprenderemo la straordinaria specificità di questo piccolo e isolato regno. Sembrerà impossibile percorrere un’autostrada di 150 km incontrando magari solo 2 camion per raggiungere il Mt Myohyang, dove visiteremo la Friendship Exibition, un’esposizione di tutti i doni ricevuti dal Great Leader e dal Dear leader dalle delegazioni politiche in visita. Sarà come entrare in una spy story del secolo scorso la visita della DMZ al 38° parallelo, mentre a Pyongyang vedremo tutte le eccentricità del regime familiare che governa il paese prima di lasciare il “Regno” e ritornare nella capitale cinese, dove chiuderemo con la visita del Distretto 798, punto d’incontro dell’arte contemporanea pechinese.

immagine_01La Spartizione della Corea

Durante le sessioni della Conferenza del Cairo, nel 1943, un accordo tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina prevedeva l’indipendenza della penisola coreana dal Giappone a guerra ultimata e lo status di “nazione neutrale”. L’Unione Sovietica accettò questa mozione, nonostante essa confinasse per un breve tratto col nuovo stato che si sarebbe venuto a creare. Nell’agosto 1945, in contemporanea con gli attacchi nucleari americani su Hiroshima e Nagasaki, i sovietici denunciarono il trattato di non belligeranza che avevano stipulato coi giapponesi nel 1938 a seguito degli scontri cruenti sfociati nella battaglia di Nomonhan. Nel giro di tre settimane, i sovietici occuparono tutta la Manciuria, le isole Curili, la parte meridionale dell’isola di Sakhalin e la penisola coreana fino al 38º parallelo, laddove incontrarono gli americani che la stavano occupando a partire dalla regione meridionale. L’evacuazione dei giapponesi si completò il 16 agosto. Al momento della resa nipponica (settembre 1945), la situazione si configurava secondo una temporanea divisione. Tutte le potenze vincitrici accettarono la spartizione in attesa che un governo nazionale s’insediasse. Ma, dal 1946, la guerra fredda investì anche l’estremo oriente e nessun governo unitario poté esser eletto. Nel 1947 l’ONU fissò le date per le elezioni generali, ma ai suoi funzionari fu impedito l’ingresso nella zona d’occupazione sovietica.Si giunse così all’insediamento di due regimi antitetici nelle rispettive zone d’influenza.