BURKINA FASO e GHANA

TOUR DAL SAHEL AL GOLFO DI GUINEA

Dall’arida savana alle lussureggianti foreste tropicali, dal deserto del Sahel al Golfo di Guinea. Un itinerario che parte dalle magiche terre del Burkina Faso per approdare in Ghana, in una varietà di paesaggi ed etnie che ci lascerà senza fiato. Al termine della stagione secca le tribù del Burkina Faso chiedono alle maschere di proteggere le loro abitazioni e di intercedere per le piogge. Così, spostandoci di villaggio in villaggio, sarà possibile assistere a spettacolari ed assolutamente autentiche ”danze delle maschere”. Lasceremo la capitale Ouagadougou in direzione di Leo, verso la savana meridionale dove vive l’etnia Gurunsi, che costruisce ed affresca grandi dimore fortificate. Raggiungeremo poi la città della musica, Bobo Dioulasso e, seguendo il calendario tradizionale dei Bobo-Bwa, potremo prendere parte all’uscita delle maschere di foglie o di quelle piatte, che con i loro disegni geometrici nei colori bianco nero e rosso sono senz’altro tra le più spettacolari del Burkina Faso. Entreremo nella regione di Banfora e grandi piantagioni di canna da zucchero ci porteranno al cospetto delle spettacolari “Dômes de Fabédougou”, curiose cupole rocciose modellate dall’acqua e dal vento. Ci addentreremo sempre più nella terra dei Lobi e dei Gan, imparando a conoscere la cultura e le tradizioni di queste tribù rimaste inalterate nonostante le ingerenze del mondo occidentale, in particolare dovute alla febbrile corsa all’oro, una realtà che ha segnato il passato del Paese e continua a condizionarne il presente.  Saremo quindi pronti a varcare il confine con il Ghana e fare il nostro ingresso nella regione dei Dagarti. Seguiremo gli antichi tracciati carovanieri, artefici di importanti scambi commerciali ed artistici e man mano che ci sposteremo verso sud vedremo come i colori della savana del Parco Nazionale di Mole lasceranno progressivamente spazio all’ecosistema della foresta. Ed eccoci finalmente a Kumasi, antica capitale del regno Ashanti dove, in una profusione di colori sgargianti, ricchi tessuti, massicci gioielli in oro e ritmi coinvolgenti, parteciperemo al magnifico festival di Awukudae. Ci dirigeremo poi verso la costa e ci rilasseremo sulla spiaggia tropicale di Anomabu,  prima di visitare il Parco Nazionale di Kakum, situato nel cuore della foresta pluviale, famoso per il suo altissimo ponte sospeso in acciaio. Di grande interesse storico sono anche i siti Patrimonio Unesco di Elmina e del castello di Cape Coast, antichi baluardi della colonizzazione portoghese e protagonisti infelici del commercio degli schiavi. L’ultima tappa sarà Accra, la peculiare capitale ghanese dalle mille “stranezze”, che concluderà così il nostro viaggio, nel cuore di un mondo “diverso”, fatto di culture e patrimoni inestimabili che devono essere conosciuti, vissuti ed infine protetti.

immagine_01Awukudae

L’Awukudae, letteralmente “cerimonia del mercoledì”, è un festival Ashanti celebrato a Kumasi, nel Ghana meridionale. Analogalmente al Akwasidae, festeggiato di domenica, esso si svolge in una delle corti interne del Palazzo del re Ashanti ogni sei settimane circa, seguendo la divisione temporale dell’antichissimo  calendario tradizionale: gli Ashanti ripartiscono l’anno in nove cicli, chiamati Adae, di 42 giorni l’uno, all’interno dei quali vi sono due speciali giorni di culto dedicati al riposo, appunto l’Awukudae e l’Akwasidae. L’inizio del festival è annunciato dall’incessante ritmo dei tamburi, un battito continuo che simboleggia il flusso di preghiere affidate dal popolo agli dei ancestrali, affinché proteggano l’anima del re e favoriscano l’unione e la prosperità della sua terra durante il regno. Al centro della scena, sotto un ombrello di panni colorati, siede il monarca, abbigliato con tessuti dai colori vivaci e adorno di antichi gioielli d’oro. Davanti a lui due ali di cortigiani: portatori di spade rituali dalla stupenda impugnatura dorata, portatori di chiavi simboliche, guardie armate di antichi fucili ad avancarica, portatori di grandi ventagli di piume di struzzo. Accanto al re siede il linguista o interprete. Nessuno parla direttamente al re ma al linguista che ripete al re e rimanda la risposta che sua Maestà gli bisbiglia all’orecchio. Tutto intorno siedono nobili, dignitari, ministri, sacerdoti. La cerimonia consiste in uno sfilare di griot, cantastorie che raccontano di atti eroici dei re precedenti, lodi al re attuale, proverbi ed anche incitamenti a comportarsi come un re valoroso. Dignitari portano doni, suonatori di stupendi tamburi e trombe ricavate in zanne d’avorio scandiscono il ritmo della celebrazione e corpulente danzatrici avvolte in tessuti rosso sgargiante eseguono danze tradizionali caratterizzate da un’alternanza di movimenti delicati e di spostamenti rapidi da una parte all’altra della scena.