GHANA, TOGO, BENIN

I FESTIVAL MILLET E AWUKUDAE

Ghana, Togo, Benin. Tre piccoli stati affacciati sul Golfo di Guinea la cui inestimabile ricchezza culturale ed etnografica è celebrata in questo viaggio straordinario, dandoci l’opportunità unica di assistere ad autentiche feste tradizionali africane. Partiremo dalla regione ghanese del Krobo, immergendoci nella profusione di colori, gioielli e perline del Festival del Miglio di Akosombo, per poi proseguire con la festa Odwira all’interno del meraviglioso Giardino Botanico di Aburi e visitare l’intrigante capitale del Ghana, Accra e le sue “stranezze”. Daremo spazio alle bellezze naturali di questo insolito Paese rilassandoci sulla spiaggia tropicale di Anomabu e visitando il Parco Nazionale di Kakum, situato nel cuore della foresta pluviale famoso per il suo altissimo ponte sospeso in acciaio. Di grande interesse storico sono il sito Patrimonio Unesco di Elmina, in cui approdarono Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz nel 1482,  e la città di Kumasi, capitale storica e spirituale, dove avremo l’occasione di assistere ad un funerale ashanti prendendo parte alla festosa celebrazione della memoria del defunto. A Kumasi ci fermeremo per il festival Awukudae, una cerimonia autentica di uno degli ultimi regni ad aver mantenuto intatti i suoi rituali, che si dispiega intorno alla figura dei capi tribali ashanti per beneficiare della protezione degli spiriti, in un turbinio di colori, ricchi tessuti, gioielli, maschere, ritmi coinvolgenti e danze sfrenate. Faremo una sosta a Tafi, al santuario delle scimmie, prima di attraversare il confine con il Togo e addentrarci nella foresta e conoscere la calorosa e allegra accoglienza dei suoi abitanti, gli echi degli animali, i suoni dei tam-tam e la luce verde smeraldo che filtra dai  rami. Saremo pronti a raggiungere il Benin, visitando il sito Patrimonio Unesco di Abomey, con il suo bellissimo Palazzo Reale, ed approdando in barca a Ganvié, un meraviglioso villaggio costruito su palafitte. Dopo aver attraversato il mercato galleggiante torneremo sulla terraferma dirigendoci verso Ouidah, patria del Vudù africano e dei suoi riti esoterici. Proseguiremo tornando in Togo, nella sua vibrante capitale Lome e nei suoi particolari mercati per poi terminare il nostro viaggio in Ghana, concludendo un circuito etnografico e culturale senza pari, alla scoperta di una delle realtà più autentiche e incontaminate del continente.

immagine_01Il Vudù

Il vudù è la religione tradizionale del sud di Togo e del Benin ed è la più radicata nella cultura locale e la presenza ovunque di templi, altari e feticci ne è la prova. Al centro dei villaggi gli adepti, spesso più di un centinaio, usano riunirsi in particolari occasioni e dopo lodi collettive e sacrifici propiziatori sugli altari delle divinità cominciano le danze. I feticheur sono seduti al fianco dei feticci, canti delle donne accompagnano il ritmo dei tamtam che diviene sempre più frenetico, mentre alcuni dei partecipanti cadono in un profondo stato di trance, segnato a livello fisico da una forma di catatonia, con forte rigidità muscolare e insensibilità al dolore. Durante la trance, particolare stato alterato di coscienza, i partecipanti entrano in contatto con gli spiriti. E’ nei villaggi situati tra Abomey e Ouidah in Benin che è nato il vudù, di cui i neri abitanti dei Caraibi, condotti oltre oceano come schiavi fin dal secolo XVI, hanno conservato i riti. Proprio a Ouidah ( 40 km da Cotonou) restano tracce della presenza dei colonizzatori stranieri, a cominciare dai primi portoghesi, ma la città è tipicamente e profondamente africana. E’ ritenuta la capitale religiosa del paese per le numerose feste che vi si svolgono, celebrate con canti, tamtam e danze che testimoniano ancora come le credenze e le tradizioni autoctone siano vive e non siano state contaminate.
I feticheur di Ouidah godono di grande fama e il Tempio dei Pitoni sacri, nonostante le ridotte dimensioni, ospita un feticcio ancora molto venerato.