GIAPPONE

TOUR HOKKAIDO e HONSHU

L’isola di Hokkaido si presenta come un universo a sé, fatto di cieli sconfinati, vasti orizzonti e una natura selvaggia dall’incommensurabile bellezza. Scopriremo la magia incontaminata di questa terra durante l’autunno, stagione in cui il fogliame delle lussureggianti foreste ci regala un intenso caleidoscopio di colori. Inizieremo il nostro viaggio da Abashiri e, dopo aver visitato l’austero Museo del Carcere, una piccola crociera di porterà fino alla penisola di Shiretoko, punta estrema di questo luogo che nella cultura  Ainu era considerato la “fine del mondo”. Si offriranno alla nostra vista panorami mozzafiato, in un susseguirsi di cascate, vette, laghi e scogliere, che hanno valso al Parco Shiretoko la nomina di Patrimonio dell’Umanità. Visiteremo Ainu kotan, villaggio culturale di etnia Ainu, gli adivasi dell’isola, per poi immergerci nei paesaggi meravigliosi del Parco Nazionale del Daisetsuzan, tra svettanti montagne, vulcani attivi, acque cristalline e sorgenti termali nascoste. Lasceremo le meraviglie naturalistiche del nord per inoltrarci nella parte più urbana dell’isola, giungendo nel capoluogo della prefettura, Sapporo, storica città olimpica che presenta un interessante connubio tra spazi moderni e aree verdi. Ci combineremo con l’Autumn Festival, un’imperdibile celebrazione della gastronomia giapponese dove non potremo esimerci dall’assaggiare tutte le specialità. Arriveremo nella storica Hakodate, e dopo una tappa a Matsumae, luogo in cui sorge l’unico castello dell’isola, ci imbarcheremo per Aomori a bordo del treno ad alta velocità Shinkansen ed attraverseremo così lo stretto di Tsugaru, inaugurando il nuovissimo tratto ferroviario ad alta velocità sottomarino che da quest’anno mette in comunicazione le isole di Hokkaido e Honshu. Sarà d’obbligo una tappa all’apocalittico Monte Ozore, sulla cui sommità sorge un tempio, luogo suggestivo e allo stesso tempo inquietante, che veniva considerato il purgatorio buddhista. Faremo un tuffo nella storia, all’epoca dei samurai, tra i siti di  Kakunodate e di Hiraizumi, autentici musei a cielo aperto di storia e cultura giapponese, prima di salire tra le sacre vette del Dewa Sanzan, dove pernotteremo in un monastero. Seguendo le orme del famoso poeta Matsuo Basho, andremo alla scoperta del complesso templare di Yamadera e raggiungeremo il Tempio Superiore procedendo sul sentiero di oltre 1000 gradini, immerso nella natura, dalla cui sommità si gode di una fantastica vista sulla vallata. Con questa splendida immagine nel cuore termineremo il nostro viaggio a Tokyo, portandoci dietro i ricordi di queste terre meravigliose, dotate di un fascino impossibile da descrivere.

Gli Ainu

Gli Ainu, sono un gruppo etnico isolato che abita nel nord dell’isola di Hokkaido e, in parte, sull’isola di Sakhalin, situata nella parte più ad est della Russia. Nel passato vivevano in case dal grosso tetto in paglia in una società tribale guidata da uno sciamano, seguendo una religione di tipo animista che vede in tutto la presenza di un kamuy (spirito). La parola Ainu significa “umani” e la loro origine non è ancora del tutto chiara, ma si perde nei meandri del mito e delle leggende, anche se la teoria più condivisa li vede come antiche popolazioni venute dalla Siberia mischiatesi poi con i cacciatori e agricoltori locali. Recenti studi avrebbero dimostrato che, probabilmente, è proprio negli Ainu che si dovrebbe cercare la fisionomia del giapponese “standard” e che i tratti attuali deriverebbero da un’ondata migratoria dalla Corea avvenuta a partire dal quarto secolo. I tratti degli Ainu si differenziano infatti dall’attuale fisionomia nipponica e da quella della vicina Russia, in quanto sono mediamente più bassi, con arti più corti, di costituzione più robusta e con pelle più chiara. Quel che è certo è che la loro presenza nel nord del Giappone ha radici antichissime, a dimostrazione dei molti nomi di luoghi che ancora conservano la dicitura in lingua Ainu. In quanto sempre in minoranza, non esiste una lingua ufficiale Ainu, ma una serie di dialetti incrociati con le parlate regionali giapponesi e con quelle proprie dell’estremo oriente della Russia continentale, tutti quanti con una radice comune della quale si ignora l’origine, tanto che la “lingua Ainu” è considerata una lingua isolata. Gli Ainu, come molte minoranze, non fanno eccezione per quanto riguarda il difficile rapporto con la “madrepatria”. Le necessità della popolazione giapponese, in costante crescita, soprattutto a partire dal 1400, li spinsero sempre più verso nord, occupandone i territori e riducendoli ad uno stato di semi-schiavitù, in quanto considerati “essere inferiori”. Da quel momento in poi gli Ainu furono oggetto di costanti oppressioni e discriminazioni. Il governo provò a dare qualche segnale di apertura nei loro confronti con il periodo di restaurazione Meiji (fine 1800), ma il vero riconoscimento da parte della madrepatria si ebbe solo nel 1997, con la “Culture Promotion Law”, nel quale si riconosceva agli Ainu il diritto di mantenere le proprie credenze e le proprie tradizioni. Sono molti, tuttavia, gli sforzi del governo giapponese, nel quale sono presenti anche delle rappresentanze Ainu, per conservare e ripristinare la loro lingua e cultura.

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DATE DI PARTENZA

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GRUPPI

  • Quota base 15 • Euro 4890
    (con accompagnatore dall’Italia)

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GRUPPI

  • Suppl. singola • Euro 690

Programma di viaggio

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