Viaggi in India

TOUR FESTIVAL HOLLA MOHALLA E GUJARAT

Un viaggio che promette un coinvolgimento totale: benvenuti in Punjab e Gujarat. Terre di storia, spiritualità e bellezza naturale. Parteciperemo al festival Holla Mohalla, un vero e proprio “garam masala” di canti e colori che coinvolge appassionatamente la comunità Sikh. Terminata la festa e dopo aver visitato il Golden Temple di Amritsar, affronteremo uno dei percorsi meno battuti ma allo stesso tempo più affascinanti del subcontinente: il Gujarat. Da Ahmedabad, dov’è possibile visitare il più bel museo al mondo dedicato ai tessuti, esploreremo poi i variopinti villaggi tribali del deserto del Grande e Piccolo Rann del Kutch, dallo scabro e inospitale paesaggio, dove ha luogo la produzione dei migliori tessuti artigianali dell’India. Visitando templi dedicati al dio sole e alla divinità Shiva, oltrepassando antiche ed inespugnabili fortezze, ecco raggiungere la sacra Palitana, il maggior complesso religioso, come numero di templi, di tutta l’India, centro spirituale della religione jainista, che ha come precetto principale il rispetto assoluto degli esseri viventi: uomini, animali e persino taluni vegetali. Un’occasione imperdibile per entrare in contatto con la grande spiritualità indiana.

immagine_01Holla Mohalla Festival

E’ certamente una delle feste più sentite per i seguaci della religione sikh. Una miscelanza di canti e preghiere, pasti collettivi, duelli rituali e rievocazioni di antiche battaglie.  Il tutto si svolge per tre giorni ad Ananpur, il sito più sacro per i sikh, dopo il Golden Temple di Amritsar. Ad Ananpur, il guru Gobind Singh, fondo la Khalsa (confraternita sikh) nel 1699 e l’Holla Mohalla ne celebra ogni anno l’anniversario. Una festa di colori resa ancora più interessante dal tipico aspetto dei sikh, che per precetto mantengono, senza tagliare, barbe, baffi e capelli (raccolti in vistosi e colorati turbanti). Sono loro, i seguaci di questo culto nato nel XV secolo che non riconosce il sistema delle caste e nemmeno approvano l’adorazione degli idoli, i rituali e le superstizioni. I sikh considerano venerabile solo la parola del Creatore rappresentata dalle Sacre Scritture dei guru. I guru sikh non hanno sostenuto la necessità della vita ascetica e dell’isolamento dal mondo per guadagnare la salvezza. Quest’ultima può essere raggiunta da chiunque si mantenga onestamente e conduca una vita normale. Non esiste un clero nel Sikhismo. Ai sikh è proibita ogni tipo di dipendenza (alcol, fumo) così come non possono mangiare qualsiasi tipo di carne, pesce e uova.
Un sikh deve considerare la moglie di un altro uomo alla stregua di sorella o madre, e la figlia di un altro come sua.