Viaggi in India

TOUR KUMBH MELA UJJAIN 2016

Celebriamo ancora una volta il raduno più importante di pellegrini ed asceti che l’India possieda.  Il 2016 sarà l’anno della città sacra di Ujjain, nel cuore del Madhya Pradesh. Sulle sponde del fiume Shipra avrà luogo la versione “completa” di questo evento che si tiene ogni dodici anni a rotazione ad Allahabad, Haridwar, Ujjain e Nâshik, dove viene anche chiamato Simhastha. Un viaggio dall’insolita chiave di lettura: ascetismo  e carnalità nelle loro espressioni più forti – il pellegrinaggio alla ricerca della estrema salvezza morale  e l’amore sessuale come massimo raggiungimento del Tantra. Da Delhi l’itinerario si snoda da nord a sud sempre all’interno del Madhya Pradesh  – regione che più di ogni altra riflette tutte le fasi della storia e della religiosità indiana – senza non poche sorprese. In treno raggiungeremo Gwalior , roccaforte della potente dinastia degli Scindia, dove maestosamente arroccata si trova la “perla delle fortezze dell’India”. Da qui si prosegue per Orchha, tappa imprescindibile per raggiungere la ben più famosa Khajuraho, capolavoro della scultura erotica indiana, espressione massima dell’amore tantrico inteso come unione spirituale e distacco dai legami terreni attraverso l’atto sessuale. L’impatto sarà forte, ma dovremo abbandonare i preconcetti della nostra mentalità occidentale per comprendere quanta spiritualità sia celata in ogni singolo rilievo. Raggiungiamo Bhopal , grande centro industriale dall’anima insolitamente musulmana – il 40% della popolazione è di religione islamica – porta d’accesso ad altri notevoli capolavori: Sanchi,  conosciuta nel mondo per il grande stupa, uno dei meglio conservati dell’antica arte buddhista,  e Bhimbetka, con le sue grotte rupestri di epoca preistorica dichiarate Patrimonio dell’Umanità. Tappa dopo tappa si arriva al clou del viaggio: la città sacra di Ujjain, dove  per due giorni completi ci caleremo nell’atmosfera del più importante pellegrinaggio di fedeli induisti e Sadhu, riuniti qui a milioni con il solo scopo di sperimentare  “l’Assoluto”, di raggiungere la purificazione attraverso il Bagno Sacro. «L’acqua è la più grande nutrice ed è quindi come una madre»(testo indù). Ma il Kumbh Mela non significa per un fedele solo spiritualità. Per comprendere ciò che avviene in occasione del  Kumbh Mela è infatti necessario rifarsi al mito e al calendario astrologico. Ed ecco che mitologia, astrologia e divino si intrecciano dando vita ad uno spettacolo umano di straordinaria portata per noi quasi impenetrabile. Ma questa è l’India.

immagine_01Kumbh Mela e mitologia

La devozione che gli induisti nutrono verso i fiumi si percepisce soprattutto in occasione del Kumbha-melā. evento che si svolge, secondo precisi cicli astronomici, in quattro diverse località indiane: Haridwar, Nashik, Ujjain e Allahabad (chiamata anche Prayag, parola che significa «confluenza dei due fiumi», infatti qui confluiscono il Gange e lo Yamuna). Luoghi che si rifanno alla mitologia induista, al racconto – riportato nelle antichissime scritture vediche chiamate Purana e nel testo epico Mahābhārata – strettamente collegato al mito induista della creazione dell’universo. Si narra che Viṣṇu, una delle tre divinità (Trimūrti) induiste più importanti insieme a Brahmā e a Śiva, riuscì a riconciliare dèi (Deva) e anti-dèi (Asura), dopo un’aspra lotta, in cambio della loro partecipazione alla creazione del mondo. Deva e Asura si unirono, e servendosi del monte Mandara appoggiato sul dorso della tartaruga Akūpara, presero il serpente Vāsuki come corda e iniziarono ad agitare l’oceano cosmico. Ne ricavarono l’ámṛta, il nettare dell’immortalità, racchiuso all’interno di una brocca (kumbh). Al momento della creazione dell’universo nacquero creature, esseri celesti, la luna e altro ancora. Ma il patto iniziale fra Deva e Asura si spezzò innescando un altro scontro per il possesso del nettare di lunga vita. Durante questa lotta, che durò per 12 giorni e 12 notti, alcune gocce di ámṛta caddero sulla Terra, in corrispondenza di alcuni fiumi e città.  Secondo il mito l’ámṛta toccò le città, divenute sacre, di Nashik, Ujjain, Haridwar e Allahabad. Questi sono i quattro siti dove ogni 12 anni, a rotazione, ha luogo il grandioso raduno del Kumbha-melā. Questo intervallo ciclico si spiega con la credenza secondo cui 12 anni per l’uomo corrispondono a 12 giorni per le divinità. Da qui l’usanza di celebrare questo festival ogni 12 anni in ognuno dei quattro luoghi sacri, lungo le rive del fiume Godavari a Nashik, del fiume Kshipra a Ujjain, del Gange a Haridwar, e alla confluenza tra Gange, Yamuna, e il Saraswati a Allahâbâd.