NIGER

TOUR IL GEREWOL E LE DANZE DI POSSESSIONE BORI

Ogni anno in settembre, sin da un’epoca che si perde nella notte dei tempi, viene organizzato il Gerewol, evento che conserva un importante valore etnografico per i Wodaabe, chiamati anche Bororo. Il Gerewol, l’incontro dei popoli nomadi, è l’occasione ideale per celebrare nascite, per trovare moglie, per ricevere notizie. Per sapere dove e quando questa festa sarà organizzata si fa tappa nella cittadina di Abalak, punto d’incontro delle genti del Sahel, che si scambiano informazioni legate ai ritmi e ai cambiamenti che avvengono nelle grandi distese di savana. Ciò che più affascina sono i volti dei Wodaabe, che per l’occasione, vengono colorati di rosso e di ocra. È proprio la fase del trucco, nonché l’accurata preparazione dei costumi a trasformare questo evento in una festa “della bellezza”. Una festa scandita da antiche danze (la più nota è chiamata Yaake) e da un gioco di sguardi unico, che esprime una particolare concezione di grazia e fascino maschile. Gli uomini si sfidano nel corteggiamento delle donne più belle delle tribù, utilizzando come arma semplicemente il loro volto, che deve essere il più intenso possibile. Competono mostrando visi minacciosi e feroci, alternati a sguardi languidi nei confronti delle ragazze. Prima delle danze bevono pozioni stimolanti che permettono loro di ballare per ore, quasi in trance. (parte del testo di Silvia C. Turrin, Società delle Missioni Africane). Ma il nostro viaggio avrà altri punti di forza, a cominciare dal Culto di Possessione Bori degli Haussa, popolo famoso anche per le abitazioni in terra cruda e la mitica Agadez, nel passato la più importante città Tuareg, grazie alle carovane che da qui transitavano, lungo la rotta del commercio trans-sahariano. Sulla strada verso Niamey effettueremo un’ultima sosta a Kourè, dove vivono le ultime giraffe dell’Africa Occidentale, che per fortuna, dopo un duro lavoro di salvaguardia, paiono non essere più destinate all’ estinzione.

immagine_01Il Gerewol

Ogni anno in settembre, sin da un’epoca che si perde nella notte dei tempi, viene organizzato il Gerewol, evento che conserva un importante valore etnografico per i Wodaabe, chiamati anche Bororo. Il Gerewol, l’incontro dei popoli nomadi, è l’occasione ideale per celebrare nascite, per trovare moglie, per ricevere notizie. Per sapere dove e quando questa festa sarà organizzata si fa tappa nella cittadina di Abalak, punto d’incontro delle genti del Sahel, che si scambiano informazioni legate ai ritmi e ai cambiamenti che avvengono nelle grandi distese di savana. Ciò che più affascina sono i volti dei Wodaabe, che per l’occasione, vengono colorati di rosso e di ocra. È proprio la fase del trucco, nonché l’accurata preparazione dei costumi a trasformare questo evento in una festa “della bellezza”. Una festa scandita da antiche danze (la più nota è chiamata Yaake) e da un gioco di sguardi unico, che esprime una particolare concezione di grazia e fascino maschile. Gli uomini si sfidano nel corteggiamento delle donne più belle delle tribù, utilizzando come arma semplicemente il loro volto, che deve essere il più intenso possibile. Competono mostrando visi minacciosi e feroci, alternati a sguardi languidi nei confronti delle ragazze. Prima delle danze bevono pozioni stimolanti che permettono loro di ballare per ore, quasi in trance. (parte del testo di Silvia C. Turrin, Società delle Misisoni Africane)