VIAGGI IN OMAN

IL RUB AL KHALI

L’Oman è terra di antichi regni, perla preziosa della Penisola Arabica, un fascino immutato nel tempo percepibile sin dall’ arrivo a Muscat, la sua capitale. Ma la nostra meta è il deserto, il mitico Rub al Khali, il secondo deserto  più grande al mondo, dopo il Sahara,  con dune che raggiungono i 300 metri d’altezza. Questo circuito da Nord a Sud permette di gustare in poche semplici tappe il meglio del Paese.  Lasciata Muscat, in auto si percorrono strade panoramiche fino ad arrivare alle montagne di Jabel Shams e al Grand Canyon Omanita, dove alloggeremo in un contesto quasi lunare presso l’unico resort del posto. Scendiamo dalle montagne per incontrare Nizwa, l’ antica capitale e vero e proprio gioiello omanita. E’ tempo d’incontrare il primo deserto, il Wahiba Sands, con le sue dune che vanno a spegnersi nelle acque dell’Oceano Indiano. Saremo ospitati in campo fisso, dotato di ogni comfort, ma l’avventura è già iniziata ed è in crescendo. Lasciamo le dune rosse per gettarci nel bianco candido della sabbia di Al Khaluf, incontaminata baia sull’Oceano Indiano dove appresteremo un campo direttamente sul mare e  potremo godere di qualche ora di relax e di nuotate nelle sue acque pescose. Proseguendo la nostra traversata lungo le dune che costeggiano il mare –  se saremo fortunati con la bassa marea potremo percorrerle con i nostri 4×4  – ecco che incontriamo Ras Al Madrakah, con la sua inconfondibile scenografia di sabbia bianchissima e neri pinnacoli. Sarà il nostro riparo per la notte e l’ultimo avamposto prima di addentrarci nelle distese aride del ” deserto dei deserti”. Eccolo davanti a noi, il Quarto Vuoto, l’oceano di sabbia proveniente dall’Arabia Saudita. Una traversata verso sud, per addentraci nell’impenetrabile Rub Al Khali, valicandone la superficie duna dopo duna, tra immensi spazi solitari e silenzi che colmano gli animi. S’inizia il percorso, un saliscendi in mezzo a montagne di sabbia rossa, altissime – cordoni di creste alti fino a 330 m intervallati da lunghi corridoi interdunali, spesso resti di antichi laghi –  e possibili insabbiamenti difficoltosi da risolvere…scariche di adrenalina continue! Dicono gli arabi che fu creato quando Allah divise il mondo in quattro parti: una fu il cielo, una fu la terra, una fu il mare, la quarta rimase vuota e fu il Rub al-Kali. Ecco apparire come un miraggio i resti della “città perduta” di Ubar, centro del commercio dell’ incenso, chiamata Iram nel Corano, e cantata come “l’ Atlantide delle sabbie” da Lawrence d’ Arabia, luogo sopravvissuto nei secoli grazie ai racconti dei beduini intorno ai fuochi nel deserto. Imboccheremo quindi  la “Via dell’ Incenso”, dove crescono gli alberi del “Profumo di Paradiso”.  Poi ecco mostrarsi  come per magia ai nostri occhi spiagge orlate di palme da cocco e circondate da piantagioni di banani e papaya. L’avventura sembrerà già solo un ricordo. Siamo a Salalah, capoluogo del Dhofar, vivace e pittoresca città subtropicale, punto d’arrivo del nostro viaggio nel “Quarto Vuoto”. L’avventura è garantita!

immagine_01Il Rub al Khali

Il Rub’al-Khali occupa la parte meridionale del Sultanato dell’Oman ed è chiamato “Quarto Vuoto” perché ricopre un quarto dell’intera penisola arabica su territorio omanita e saudita. Oltre a essere uno dei posti più aridi e inospitali della terra, rimane anche uno dei luoghi più inesplorati.  Gli stessi beduini lo sfiorano marginalmente viste la sua superficie di 650.000 km2, superiore a quella dell’estensione della Francia. Sotto questo spettacolare oceano di dune si cela un prezioso mare di petrolio. Gran parte del Rub al Khali occupa il centro-sud dell’Arabia Saudita, da dove è però inaccessibile, mentre una parte deborda nel centro-sud dell’Oman, che ne consente l’accesso. Qui le dune si presentano davvero grandiose, con variazioni di colore dal giallo al rosso, e prevalgono quelle a forma stellare, sviluppate in tutte le direzioni per la variabilità dei venti, ed ai rari visitatori offrono preziose geodi di quarzo e rose di gesso. Il primo occidentale di cui si ha notizia che abbia attraversato il Rub Al-Khālī fu Bertram Thomas nel 1931. insieme allo Sceicco Saleh bin bin Kalut,  che impiegarono 60 giorni per giungere a destinazione, lottando contro tribù belligeranti, tempeste di sabbia ed estreme condizioni climatiche.  Recente è invece la spedizione/ rievocazione di quelle gesta  che ha coinvolto un team di esploratori composto dagli omaniti Mohammed Al Zadjali e Amour Al Wahaibi e dal britannico Mark Evans che, partiti lo scorso 10 dicembre da Bait Mirbat Salah e che, percorrendo un viaggio lungo 1.300 km in circa 60 giorni, li ha condotti attraverso il Rub Al Khali fino a Doha, nel Qatar.In estate il deserto è impercorribile con temperature che vanno da vari gradi sotto lo zero di notte ad oltre 60 °C sopra lo zero a mezzogiorno. La desertificazione è progredita nel corso dei millenni. Prima che questa rendesse così difficoltose le rotte che lo attraversavano, le carovane del commercio dell’incenso passavano in età preislamica attraverso distese oggi virtualmente impercorribili, fino alla fine del III secolo d. C. circa. Si veda ad esempio la città perduta di Ubar (in arabo Wabar), che dipendeva da questo commercio. Nel Rub Al Khali is susseguono dune di sabbia che superano abbondantemente i 300 metri di altezza.