PAPUA NUOVA GUINEA

Gli Ultimi Primitivi della Terra

Tra i grandi viaggi del 2017 vi presentiamo la Papua Nuova Guinea!  Affronteremo questo viaggio straordinario come dentro un reportage etnico ai confini del mondo, tra quelli da fare almeno una volta nella vita. Come in tutte le civiltà arcaiche nate lungo i fiumi più lunghi della terra (la civiltà Egizia lungo il Nilo, la Mesopotamia tra il Tigri e l’Eufrate, la civiltà Indiana lungo la valle dell’Indo) in Papua Nuova Guinea lungo le rive del fiume Sepik si è sviluppata una civiltà tribale, la cui importanza come legame culturale al loro passato è incalcolabile per l’uso permanente di credenze legate ai riti – tramandati dai loro avi secondo una concezione di tipo animistico che attribuisce a tutte le cose e a tutti gli esseri una energia psichica intrinseca chiamata “Mana” – e per l’espressione artistica delle particolari decorazioni delle Haus Tambaran o Case degli Spiriti. Tutto ciò è testimoniato dalle leggende secondo cui gli uomini discenderebbero dai coccodrilli, abitatori del Sepik, e alla loro similitudine tendono fisicamente con riti iniziatici tra i giovani maschi con cui la loro pelle, rivestita da vistose scarificazioni (cheloidi), viene resa simile a quella del coccodrillo stesso. Sempre al coccodrillo e ad animali endemici si ispirano le particolari decorazioni artistiche di natura tribale delle stesse Haus Tambaran, all’interno di ogni sperduto villaggio del Sepik. A questo speciale legame esistente tra Uomo e Coccodrillo si ispira il Sepik River Crocodile Festival di Ambunti o Puk Puk Show (come viene appunto chiamato nell’idioma locale Pidgin) con  performances,  balli, maschere e costumi, mentre ai particolari riti della Scarificazione si avrà modo di assistere a Kanganaman. Grande spazio di impronta naturalistica-paesaggistica viene dato all’itinerario con l’attraversamento di aree sia fluviali che collinari e osservazioni di culture tipiche locali e avvistamento di avifauna e animali endemici del territorio, con birdwatching dell’uccello del Paradiso, simbolo nazionale. Le “Isole dell’Amore”, come furono ribattezzate le Isole Trobriand dal polacco Malinowski per l’assenza di ogni regola morale nel rapporto uomo-donna, sono la meta esclusiva e fuori da itinerari turistici per conoscere questi e altri riti, legati all’uso del Kula, un rito ancora oggi praticato, che è uno scambio simbolico e cerimoniale di doni (collane di conchiglie rosse, dette soulava, scambiate con braccialetti di conchiglie bianche, dette mwali) realizzati tra le comunità etniche in reciproca visita da un’isola all’altra con le canoe che si basa su un rapporto di fiducia. In giro per le vicine isole Munuwata e Kaileuna e gli atolli adiacenti, apprenderemo tradizioni ancora genuine in cui Sing Sing, feste e tradizioni di uso locale (visite di Yam House, partite di cricket e coltivazioni tipiche, come la palma del Sago) si mescolano ad influssi di origine melanesiana, al ritmo di tamburi e Tapioca dance, rilassandoci all’ombra delle palme, sorbendo gustosamente l’acqua di cocco o praticando snorkeling.  L’unicità dell’esperienza di viaggio è arricchita dalla conoscenza etnica degli Huli-Wigmen (o uomini-Parrucca) a Tari, e dei loro i riti legati alla Fabbrica della Parrucca, dove giovani novizi acquisiscono il passaggio sociale dall’età  puberale a quella adulta con la costruzione di una impalcatura di capelli, una sorta di parrucca – dove i propri capelli prima coltivati e poi rasi “a cespuglio” dalla radice del cuoio capelluto vengono impalcati su una sottile intelaiatura –  che a secondo dell’uso di destinazione può essere decorata con piume, conchiglie e fiori, a secondo se di uso quotidiano o cerimoniale. Tra originali e variopinti Face-Painting, Body-Painting, piercing nasali e policrome acconciature, sapranno farsi ricordare insieme alle tradizioni legate al Matrimonio e a riti sciamanici della Spirit Dance. La conclusiva tappa negli Highlands consente di assistere al Paiya Sing Sing, che insieme ad altre attività culturali viene organizzato ogni anno dall’omonimo gruppo etnico, e all’evento clou dell’intero viaggio, il Mt. Hagen Cultural Show Festival, autentici centri di aggregazione etnografica, che contribuiscono a rendere unico questo viaggio in Papua Nuova Guinea e Isole Trobriand per la conoscenza antropologica tra le etnie degli “Ultimi Primitivi della Terra”.

Mt Hagen Cultural Show Festival – Sing Sing Festival

Nel caleidoscopio etnico della Papua Nuova Guinea, con il suo mosaico linguistico e culturale, nonsi può mancare di assistere al più grande evento nazionale, il “Mt. Hagen Cultural Show Festival”, noto come Sing Sing Festival, che si festeggia per due giorni consecutivi. Principale Sing Sing nazionale, fu fortemente voluto dal governo negli anni ’60, quando forti scontri tribali mettevano a repentaglio la neonata unità della nazione, scontrandosi bellicosamente in conseguenza di un odio tribale atavico. Da allora gruppi partecipanti e provenienti da 800 diverse tribù si riuniscono sul Monte Hagen una volta all’anno verso la fine di agosto per le celebrazioni del “Sing Sing Festival”, evento catartico in cui esse scaricano le rispettive innate bellicosità con una sorta di sfida simbolica fatta di danze e rituali tradizionali che offrono ai loro appartenenti la possibilità di mostrare la propria abilità e di affermare la supremazia sugli altri aborigeni, sovvertendo l’originale aggressività e desiderio di competitività di una tribù sull’ altra, accompagnata da pratiche di cannibalismo. Molto spazio è dedicato prima delle competizione al Make-Up di ogni membro della singola tribù, con originali e meticolosi Face e Body Painting, che inducono alla reciproca collaborazione prima della parata. Il trucco del volto deriva da una mescolanza di oli vegetali e terra, gli ornamenti del corpo sono fatti di foglie, piume di uccelli (conservate come reliquie prima e dopo l’uso) comprese quelle del raro uccello del paradiso, conchiglie, denti di coccodrillo o di cinghiale. Vari gruppi etnici, tra cui Kunai, Tepi, Sabi Morobe, Polga, Keps, Ambe, Mukabw, Baiyer, Kaula, Will, a rappresentanza della maggior parte dei villaggi della provincia e, in parte, della nazione sfilano sfoggiando costumi  e acconciature, con originalità e bizzarria di forme e colori policromi carpiti alla natura vegetale e animale, cui solo il carnevale brasiliano può essere paragonato, esibendosi in canti e danze tribali a dir poco straordinari. Singoli o in gruppo, in un tripudio di suoni di tamburi e di colori, tutti cercano di essere immortalati per soddisfare anche la propria vanità.  Assistere ad un Sing Sing è una grande emozione !

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DATE DI PARTENZA

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GRUPPI

  • Quota base 10 – 12 •

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GRUPPI

  • Suppl. singola

Programma di viaggio

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