Viaggi in Tagikistan e Uzbekistan

TOUR L’ANTICO REGNO DI SOGDIANA

Una nuova spedizione lungo alcune popolari soste della storica Via della Seta degli antichi regni della gloriosa epoca della dinastia persiana dei Samanidi, in Tagikistan e Uzbekistan. Meta imprescindibile per tutti i grandi viaggiatori, lungo strade sconosciute che attraversano paesaggi selvaggi e di rara bellezza, incontrando la calda e unica ospitalità dei suoi abitanti, sulle orme dei giganti della storia, da Alessandro il Grande a Tamerlano. Un viaggio attraverso gli scenari spettacolari di uno specchio turchese, il Lago Iskandarkul, pendici e curve delle meravigliose vallate dello Zeravshan che nascondono piccoli villaggi, siti archeologici dell’antica città sogdiana di Panjakent e della Valle di Vakhsh , la strada di montagna dalla capitale tagika, Dushanbe, a Kujhand che porterà attraverso un mondo in verticale di cime imponenti, per poi varcare il confine e raggiungere la leggendaria Samarcanda che con le sue madrase e cupole azzurre è uno dei gioielli d’Oriente.  Da Shakhrisabz , “città verde”, la città natale di Tamerlano, verso i confini meridionali con l’Afghanistan fino ad arrivare a Termez, l’antica capitale del nord della Battriana, sede di numerosi siti archeologici testimonianze della trasmissione del buddhismo dall’India verso l’Estremo Oriente. Il viaggio termina nella capitale uzbeka,Tashkent, metropoli dall’ insolito connubio tra islam e impronta sovietica, dove viali, fontane e ampli spazi verdi convivono con bazar e antiche madrase.

immagine_01Gli antenati dei Tagiki

Le origini dei Tagiki sono oscure, ma sembra che la loro stirpe abbia inizio con i regni di Battriana e Sogdiana. Nel I secolo a.C. la Battriana si trovava al centro di un grande impero che comprendeva gran parte dell’attuale Afghanistan settentrionale, mentre il contemporaneo regno di Sogdiana occupava la Valle di Zeravshan (l’attuale Tagikistan occidentale), dove sono ancora visibili alcune delle poche testimonianze di quest’etnia, in un sito archeologico vicino a Panjakent. I regni furono tuttavia disintegrati dalle invasioni arabe durante il VII secolo. L’eroe Devastich guidò l’ultima resistenza contro gli arabi a Monte Mug, sulle montagne di Zeravshan, per poi essere definitivamente travolto dal nemico e decapitato. Le origini del moderno Tagikistan risalgono alla gloriosa epoca della dinastia persiana dei Samanidi (819-992), un periodo che fu caratterizzato da un’intensa attività artistica. Bukhara, la capitale samanide, divenne il centro culturale del mondo islamico, nel cui ambito si formarono grandi talenti come il filosofo scienziato Abu ibn-Sina (noto in Occidente col nome di Avicenna) e il poeta Rudaki; oggi i natali di entrambi vengono rivendicati da Iran, Afghanistan e Tagikistan. Sotto i samanidi le grandi città dell’Asia Centrale erano persiane (ecco perché oggi il Tagikistan rivendica Bukhara e Samarcanda), ma alla fine del X secolo una serie di invasori turco-tatari si imposero militarmente e culturalmente. Nonostante le etnie diverse, le due popolazioni convissero pacificamente, unite dalla religione. I tagiki di lingua persiana assorbirono la cultura turca, mentre i turchi, numericamente superiori, assorbirono  la popolazione tagika . Entrambe furono soggette alle vicissitudini dell’Asia Centrale e riuscirono a fronteggiare la conquista prima dei mongoli, poi di Tamerlano. La regione dell’attuale Tagikistan restò confinata ai margini dell’impero. Dal XV secolo in avanti i Tagiki furono sottoposti alla sovranità dell’emirato di Bukhara, cui veniva versato a titolo di imposta il 50% dell’intera produzione di rubini di Badakhshan. Verso la metà del XVIII secolo gli afghani presero il  potere su tutte le terre a sud del fiume Amu-Darya (Oxus) e sui tagiki che vi risiedevano. L’ Amu-Darya segna ancora oggi gran parte del confine tagiko-afghano.