Viaggi in Asia Centrale

PAMIR E VIA DELLA SETA

Attraversare il Pamir è un po’ come affrontare un viaggio sulla luna, sia per la morfologia di una parte del territorio ma anche perché, del Tagikistan, questo piccolo gioiello incastonato tra l’Afghanistan e la Cina, si hanno meno notizie che del nostro vicino satellite. Meta imprescindibile per tutti i grandi viaggiatori, lungo strade sconosciute che attraversano paesaggi selvaggi e di rara bellezza, incontrando la calda e unica ospitalità dei suoi abitanti, sulle orme dei giganti della storia, da Alessandro il Grande a Tamerlano. Eccoli apparire i siti archeologici e gli scenari spettacolari del Gorno-Badakhshan, il corridoio di Wakhan, i panorami innevati dell’Hindu Kush. Poi al sabato, in un’isola del fiume Panj, in territorio afghano, il mercato di Ishkashim, con l’incontro fra i commercianti afghani (tutti uomini) e gli acquirenti tagiki (quasi tutte donne). Poi il passaggio in Kirghizistan e il “vis a vis” da Achiktash con l’imponente Picco Lenin. Quindi giù, attraverso il Passo Irkishtam fino a Kashgar e da qui si imbocca un’altra strada leggendaria, la Karakorum Highway. Altri grandi 7000 ci avvolgeranno e poi il ritorno a Kashgar per partecipare ad uno dei più grandi mercati di tutta l’Asia. Dal “paradiso” sulle nuvole scenderemo nell’ “inferno” della depressione di Turpan, fra antiche rovine, città di fango abitate dai mai domi Uiguri. L’arrivederci ce lo darà Bishkek, la verde e tranquilla capitale kirghisa.

immagine_01La Via della Seta

Il termine Via della Seta fu coniato nel 1877 dal geografo tedesco Ferdinand von Richthofen, pro zio del famoso Barone Rosso, il mitico pilota dell’aeronautica tedesca durante la Prima Guerra Mondiale. La Via della Seta non è una singola via ma una vasta rete di strade commerciali, lungo le quali le merci transitarono dal lontano Oriente all’Occidente, e viceversa, soprattutto nel periodo che va dall’ I secolo avanti Cristo al X dopo Cristo. I commerci continuarono sino al XV secolo, con minor intensità a causa della forte instabilità politica e sociale lungo le rotte. Uno dei commerci più importanti era, appunto, quello della Seta, prodotta in Cina e molto richiesta sin dal tempo dei Romani. L’introduzione della seta presso i Romani avvenne dopo il 53 aC., quando vennero sconfitti dai Parti nella Battaglia di Carre. Durante l’attacco i Parti feggero sfoggio di centinaia di bandiere e stendardi di seta.
L’arteria principale della “Silk Road” era quella che partiva dalle città cinesi di Luoyang e Xian, per giungere a Lanzhou. Da qui la strada principale si divideva in due: una a nord e l’altra a sud del famigerato Deserto del Taklamakan, con meta finale Kashgar. Quindi una via proseguiva per la Valle di Ferghana, Osh, Khujand, fino a Samarcanda. Un’altra puntava a sud per Tashkurgan e Balkh (nord Afghanistan). Da questi punti le principali strade proseguivano per il nord della Persia, Baghdad, sino al Mediterraneo, oppure, più a nord, attraverso la moderna Turchia, fino a Bisanzio. Le rotte venivano spesso scelte in base alla situazione politica del momento.