Viaggi in Uganda – Congo – Ruanda

TOUR GLI ULTIMI PARADISI DELL’AFRICA OCCIDENTALE

Isolati da tutto e da tutti. I Karamojong popolano questo inospitale territorio nel nord dell’Uganda, proprio al confine con il Sudan. Qui la pioggia non eccede gli 800 millimetri all’anno, a volte arrivando appena a 500. In una zona senza infrastrutture l’uomo per sopravvivere ne ha bisogno almeno 1000 di millimetri. Questi pastori-guerrieri resistono nella siccità, combattendo fra clan per un piccolo specchio d’acqua e una mucca smagrita raziata al nemico. Visitati i villaggi faremo rotta verso la savanna del Parco Nazionale di Kidepo e le foreste tropicali e le paludi del Queen Elizabeth, un paradiso per gli amanti di mammiferi, primati e uccelli.
Poi l’ingresso in Congo e di seguito in Ruanda, con due trekking verso due meraviglie della natura: la caldera ribollente del vulcano Nyiragongo e i gorilla di montagna nel Parco dei Vulcani. Improbe fatiche ma ricompensate dall’apparizione di spettacoli preziosi e irripetibili, che rimarranno per sempre nel solco della memoria del viaggiatore più autentico.

immagine_01I Karamojong

Sono un popolo di pastori seminomadi dove il possesso del bestiame riveste una notevole importanza da un punto di vista economico, sociale e culturale, tipico dei Niloti. La Karamoja, all’estremo nord dell’Uganda, è stata da sempre il loro territorio identificato anticamente nel monte Moroto “montagna dell’ovest”. Il nome Karimojong deriva dall’insieme di 2 parole, Aikar: fermarsi e Imojong: uomini anziani. Gli anziani hanno il potere amministrativo regolando la vita quotidiana all’interno dei vari gruppi, mentre spetta ai guerrieri la difesa degli accampamenti e l’organizzazione delle razzie del bestiame. I giovani sono destinati alla cura degli animali e alla pastorizia. Le donne si occupano del lavoro nei campi (sorgo, tabacco e miglio) e della raccolta dell’acqua ai pozzi mediante l’uso di grandi calebassse di zucca. E’ frequente, in entrambi i sessi, la pratica della scarificazione con motivi sul viso, sulle braccia e sul torace. I villaggi, disposti in forma circolare, sono delimitati da una fitta serie di pali conficcati nel terreno e da rami spinosi. L’ingresso è costituito da una piccola apertura cui si accede carponi. Stretti corridoi conducono alle dimore delle varie famiglie con capanne in legno dalla forma conica. Una è riservata al capofamiglia e le altre per le diverse mogli con prole. Piccoli granai di legno sono sistemati in posizione sopraelevata all’interno dei recinti. Una grande spianata circondata da rami spinosi serve per il ricovero e la protezione del bestiame.