CINA

TOUR XINJIANG, LA TERRA DEGLI UIGURI

Un viaggio in Xinjiang ha la capacità di rievocare atmosfere lontane, appartenute ad un tempo che sembra essersi fermato a mille anni fa, quando queste antiche terre erano un importante crocevia commerciale lungo la leggendaria Via della Seta. Un susseguirsi di paesaggi diversissimi, dalle svettanti cime del Tien Shan alle steppe e ai deserti, ci accompagnerà alla scoperta di un mondo unico, in cui la cultura uigura regna sovrana, in netta contrapposizione con quella che è la nazione di appartenenza dello Xinjiang, la Cina, avvicinandoci invece alle calde atmosfere tipiche dell’Asia centrale. Prima non perderemo la possibilità di conoscere Astana, l’incredibile nuova capitale del Kazakhstan. Porta d’ingresso del nostro itinerario sarà Urumqi, capitale della regione autonoma uigura, da dove partiremo per raggiungere  Wucaiwan, con le sue incredibili sfumature rosse, gialle, verdi e grigie che caratterizzano le sue conformazioni rocciose. Tutti a bordo con la nuova linea d’alta velocità fino Turpan, una vera e propria oasi nel deserto nei cui dintorni visiteremo Toyup, villaggio senza tempo uighuro situato nel cuore dell’indescrivibile spettacolo naturale delle Flaming Mountains e le  Grotte dei “Mille Buddha”, una serie di caverne scavate nella pietra, inanellate l’una nell’ altra e decorate con murales raffiguranti il Buddha. Dopo una visita a Yargul, uno degli insediamenti antichi meglio preservati della Cina  giungeremo in volo su Kashgar, storica città carovaniera situata ai piedi delle catene montuose del Pamir e del Karakoram, dove il tradizionale mercato del bestiame ed il Gran Bazaar ci proietteranno indietro di secoli, in un turbinio di colori, suoni e profumi. Percorreremo un tratto della mitica Karakorum Highway, che si snoda tra le alture del Pamir prima di sfociare nella Bulungkol Valley e raggiungere il Karakul Lake, una gemma d’acqua sulle cui sponde sorgono ancora oggi le yurte dei nomadi kirghisi. Toccheremo i 4733 metri del leggendario Kunjerab Pass per poi rientrare a Tashkorgan, dove una famiglia tagica ci darà il benvenuto, facendoci conoscere come si svolge la vita in questo remoto angolo di mondo. Rotta quindi verso nord, nei Monti Altai, con uno stop anticipato nella   Spiaggia Arcobaleno di Wucaitan, le cui rocce al tramonto virano su un colore quasi violaceo. La tappa successiva sarà il villaggio tradizionale di Hemu, considerato uno dei più belli della Cina, in cui vive la piccola tribù dei Tuwa che, a dispetto del suo ristretto numero mantiene una cultura fortemente caratterizzante, con una propria lingua e religione. Tutto intorno, negli sconfinati altipiani degli Altai, ecco spuntare pressoché ovunque le yurte dei pastori nomadi Kazaki. Volo di rientro a Urumqi, da dove avremo iniziato questa splendida avventura, lasciandoci nel cuore un ricordo indelebile fatto di paesaggi straordinari e culture antiche.

immagine_01Gli Uiguri

La parola “uighuro” in lingua altaica significava “confederazione di nove tribù”. Si pensa infatti che il popolo uighuro abbia origine dai Gaoche, antiche tribù nomadi altaiche provenienti dalle terre che si estendono dal nord del fiume Enisey fino all’area a sud del lago Baikal, le attuali Russia e Mongolia. La leggenda vuole che esse discendano dall’unione carnale di un uomo e una lupa, la quale trovò riparo tra le montagne vicine a Turpan e diede alla luce dieci figli maschi, metà uomini e metà lupi. Uno dei discendenti sposò una donna, un’umana, ed insieme diedero i natali agli antenati dei Gaoche. È difficile credere che nel DNA uighuro scorra sangue di lupo, ma il patrimonio genetico di questa popolazione risulta essere estremamente vario. Gli uighuri dello Xinjiang presentano infatti tratti sia orientali che occidentali, in particolare Eurasiatici, avvalorando così l’ipotesi della migrazione delle tribù altaiche verso il Bacino di Tarim, dove si sono mescolate con le popolazioni indoeuropee precedentemente insediate e con le comunità cinesi Han provenienti da est.  La grande ricchezza genetica si riflette nella varietà dei tratti somatici uighuri, che possono andare dalle carnagioni scure e nasi aquilini mediorientali alle forme tonde e piatte dei visi cinesi e mongoli. Se l’unità del popolo non si riscontra nel loro aspetto fisico, si ritrova nella loro antichissima cultura e nelle loro tradizioni, estremamente forti e radicate nell’identità uighura. Essa si esprime in particolare nella musica, tanto che il Muqam, il genere più prestigioso, è stato nominato nel 2005 “Patrimonio orale e intangibile dell’Umanità”  dall’UNESCO..