Viaggi in Turchia e Azerbaijan

TURCHIA, NAKHCHIVAN E AZERBAIJAN

Dal Mar Nero al Mar Caspio, un percorso che attraversa quella che oggi potremmo chiamare La Via del Gas, che dalla Turchia ci condurrà fino all’Azerbaijan, attraverso l’enclave montuosa del Nakhchivan, un luogo ai pochi conosciuto ma che i  resti delle antiche città, i mausolei giunti fino a noi, i caravanserragli,  le monete ritrovate, testimoniano l’antica storia della regione. Ma si parte dal Mar Nero e lasciata Trabzon la prima tappa e il misterioso e affascinante Monastero di Sumela, abbarbicato su una ripida parete rocciosa del parco Nazionale della Valle di Altindere. Entreremo poi nella Valle del Firtina, una delle più belle di tutta la Turchia, luogo ideale per scoprire la vita e le tradizioni degli hemsin, che parlano una lingua imparentata con l’armeno, originariamente cristiani e provenienti dalle estreme propaggini della costa del Mar Nero. Attraverseremo poi la regione montuosa dell’antico regno medioevale della Georgia, oggi territorio turco,  tra vestigia di chiese e castelli  per poi raggiungere Kars e quindi  Ani, con i suoi spettacolari relitti archeologici. Giunti alle pendici del Monte Ararat visiteremo lo splendido Palazzo di Ishak Pasa, a Dogubayazit, saluteremo quindi la Turchia per far ingresso nel Nakhchivan. Montagne spoglie e scoscese e la più antica miniera di sale al mondo, quella di Duzdagh, che ci fermeremo a visitare. Scopriremo la storia e le tradizioni della terra di Noè prima di volare sulla capitale Baku e incominciare le visite della “Terra dei Fuochi” proprio dal suo nucleo storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.  E’ nella Penisola di Abseron, che brucia il fuoco sacro di Zoroastro, alimentato dal gas invisibile che fuoriesce dal sottosuolo mentre a Qobustan si sprigiona un altro fenomeno naturale, quello dei vulcani di fango, proprio vicino alla Riserva dei Petroglifi protetti dall’UNESCO.  E verso nord-ovest che poi ci dirigeremo, per raggiungere i ramai del piccolo villaggio di Lahic. E’ a Seki, la più gradevole città del paese  che vedremo lo splendido  palazzo di Sheki Khan dalle finestre di mille colori costruite con l’antica tecnica sebeke. Poi eccoci a Ganja, luogo natale del più grande poeta azero, Nizami, e dov’è possibile fra l’altro trovare la Casa delle Bottiglie, un’inusuale edificio,  opera d’arte,  realizzata con 50 mila bottiglie di birra, champagne e acqua. Infine raggiungeremo i canyon e le montagne di Xinaliq, il villaggio più alto d’Europa, dove resistono lingua e tradizioni autoctone. Un viaggio a cavallo tra Europa e Asia, in questa terra di antichi imperi, a vivere il contrasto fra villaggi rurali senza tempo e una nazione nuova, trainata dalla cosmopolita e ricca capitale Baku. 

immagine_01Nakhchivan, la Terra di Noè

Secondo una leggenda dei Sumeri, diffusa sin dall’ antichità tra gli abitanti di Nakhchivan, dopo il Diluvio Universale, verificatosi circa 7500 anni fa, l’Arca di Noè trova rifugio a Nakhchivan, e il profeta con i suoi compagni di viaggio s’insedia proprio su queste terre, dando inizio ad una nuova generazione di persone. Lo scienziato greco Claudio Tolomeo definisce Nakhchivan (Nuksan) terra di Noè, o di Nuh (come solitamente viene pronunciato in Oriente il nome del profeta). Come vuole la leggenda Noè rimane a vivere qui, realizza delle saline che ancor oggi sono il vanto della città. Anche i nomi nei dintorni della città recano il nome del Profeta: il monte Noè e il villaggio Noè, sulle cui colline sono sepolti i suoi discendenti. C’è anche il monte Gemiqaya, l’approdo dell’Arca di Noè… Non esistono altri territori come Nakhchivan con così tanti toponimi legati a Noè. L’illuminista russo K. A. Nikitin, che durante gli anni ’80 del XIX secolo insegnava nelle scuole di Nakhchivan, e il ricercatore V. M. Sysoev hanno lasciato documenti dettagliati che collegano Noè a Nakhchivan, e descrizioni particolareggiate del suo sepolcro che si trova in questa città. Ci sono testimonianze che collegano Noè a Nakhchivan anche nelle ricerche di studiosi del passato. Il profeta Noè visse e fu sepolto a Nakhchivan, mentre la tomba e il mausoleo di Noè, prima dell’instaurazione del regime sovietico, costituivano un vero e proprio panteon,luogo di venerazione per migliaia di persone. Durante il regime sovietico, i resti del mausoleo sulla tomba del Profeta furono distrutti, così come centinaia di altri monumenti storici che testimoniavano l’appartenenza di Nakhchivan, fin dall’antichità, ai turchi azerbaigiani.