MAROCCO

TOUR I MILLE VOLTI DEL SUD

parti con l’autrice della guida Polaris

Descrivere le sensazioni e le emozioni di un viaggio nel sud del Marocco è come spiegare il profumo di una spezia, di un aroma o un odore. È quasi impossibile.
Si viaggia in silenzio, si osservano le vaste distese di pietra e di sabbie, le colline morbide e le forme aspre delle montagne. A parte i rari villaggi schiacciati dal caldo e la realtà concreta dell’asfalto, il pensiero che qui non ci sia nessuno e non ci sia mai stato nessuno è quasi insopportabile. Dopo tanti chilometri, l’occhio addestrato distingue sullo sfondo marrone della montagna la sagoma delle tende dei nomadi. Si vede qualche figura di donna o bambino che aggiunge un grado ulteriore di mistero sulle possibilità di sopravvivenza in questi posti. Su molte rocce ci sono incisioni rupestri, con il consueto bestiario di animali selvaggi e domestici. E allora, attraversando quello che rimane di un’antica foresta di acacie, s’immaginano giraffe che se ne nutrono, gazzelle che scappano e leonesse in agguato. La scena si anima, il deserto è vivo e abitato; la notte tutte queste figure immobilizzate nella pietra riprendono a vivere come nel giorno in cui sono state disegnate, cacciano, scappano, muoiono. Prima dell’alba tutte riprendono il proprio posto, ma qualcuna non ce la fa e sparisce per sempre.
Il sud è un mondo rurale, di coltivatori di minuscole parcelle sotto l’ombra delle palme, di nomadi sedentarizzati e di donne dalle ampie gonne colorate che ancheggiano trasportando sul capo carichi pesantissimi. In ogni villaggio c’era un edificio sacro quanto un luogo di culto, l’agadir ovvero la banca, il forziere dei tesori della comunità. Piste polverose percorse un tempo dalle carovane sono oggi le nostre strade, che ci portano negli stessi caravanserragli, presso gli stessi pozzi e accanto a disegni antichi incisi sulle rocce. Il passato qui è presente nei gesti, nei ritmi e nel pane cotto nel forno di casa.

Un viaggio rivelatore della varietà di ecosistemi del sud del paese. Scopriamo un tratto di costa quasi disabitato, dove si alternano spiagge battute dalle onde e scogliere a picco. Penetriamo nell’interno per incontrare i villaggi di terra cruda, ora abbarbicati alla roccia ora adagiati ai bordi di un palmeto, e raggiungere il deserto dell’erg Chegaga, assaggio del Sahara. Ci attendono, poi, la rigogliosa Valle del Draa e il massiccio vulcanico del Jebel Sarhro prima del gran finale a Marrakech.

Alessandra Bravin

Alessandra Bravin è laureata in Scienze Politiche e in Storia. Il dottorato in Preistoria (Université Aix-Marseille) aveva per tema di ricerca l’arte rupestre dell’Alto Atlante e della Valle del Draa. Vive e lavora da molti anni in Marocco, dove ha fondato con il marito un’agenzia di viaggi. È specialista di arte rupestre sahariana e ha partecipato a missioni archeologiche in Marocco e in Sudan. È autrice, oltre che per Polaris, anche per L’Harmattan di Parigi del volume “Les gravures rupestres libyco-berbères de la région de Tiznit”. La tesi di dottorato è in via di pubblicazione.
Alessandra è autrice delle guide Polaris Marocco e Marrakech

 

Date-Icon
DATE DI PARTENZA

  • Dal 28 -02-2019 al 10-03-2019
  • Dal 06-06-2019 al 16-06-2019

gruppi-icon
GRUPPI

  • Quota base 7 • Euro 1940
    (in compagnia dell’autrice Polaris)
  • Suppl. singola • Euro 390

gruppi-icon
GRUPPI

  • Quota base 10 • Euro 1880
    (in compagnia dell’autrice Polaris)
  • Suppl. singola • Euro 390

I MIGLIORI MOTIVI PER FARE LA VALIGIA

  • La compagnia dell’autrice Polaris, che vive a Marrakech da molti anni.
  • La varietà di ecosistemi del sud del paese.
  • La pista costiera per la Plage Blanche, una lunghissima spiaggia di sabbia fine e chiara dove le dune arrivano al mare.
  • Gli agadir, i granai fortificati, costruiti in posizioni incredibili e ben mimetizzati con la roccia.
  • Dal Neolitico sono arrivati fino a noi incisioni rupestri che raffigurano animali, cacciatori e disegni enigmatici.
  • La pista che attraversa un paesaggio selvaggio e inospitale fino alle dune dell’Erg Chegaga.
  • Il paesaggio vulcanico e nudo del massiccio del Jebel Sarhro, frequentato da nomadi e transumanti.
  • La via delle mille kasba, una valle punteggiata di oasi con abitazioni in terra pressata.
  • Marrakech, la città rossa.

ITINERARIO SCHEMATICO
Giorno 1 – ARRIVO A MARRAKECH
Giorno 2 – VERSO SUD
Giorno 3 – IL DESERTO CHE SI TUFFA NEL MARE
Giorno 4 – L’OASI E IL GRANAIO FORTIFICATO DI AMTOUDI
Giorno 5 – I SITI RUPESTRI E TATA
Giorno 6 – UNA NOTTE TRA LE DUNE
Giorno 7 – LA VALLE DEL DRAA
Giorno 8 – IL JEBEL SARHRO E LE GOLE DEL DADÈS
Giorno 9 – LA VIA DELLE MILLE KASBA
Giorno 10 – MARRAKECH, LA CITTÀ ROSSA
Giorno 11 – RIENTRO IN ITALIA

 

RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI

Ho letto e accettato l'informativa sulla privacy.