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Tutto ha inizio a Teheran, il cuore pulsante dell’Iran. Per una volta la città non è congestionata: il Ramadan è finito, le strade sono deserte perché si festeggia l’evento. Così è facile raggiungere e visitare gli interessanti musei della capitale. Partiamo con il Museo Nazionale dell’Iran, la cui collezione è posta all’interno di una singolare struttura architettonica che fonde lo stile sasanide e l’art deco. Notiamo la singolare profondità delle arcate, uno stile nato per contemperare il gusto dei cittadini con quello dei nomadi, abituati a vedere gli spazi aperti del cielo. Continuiamo con il Museo del Vetro e della Ceramica, probabilmente la migliore esposizione museale dell’Iran. Non si può perdere il Museo del Tappeto, per capire le principali differenze fra lo stile dei maestri cittadini e quello tribale.

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Persepoli: la gemma più preziosa degli Achemenidi, fondata come luogo per festeggiare le feste più importanti, su tutte il Capodanno, il Nowruz, ancora oggi la festa più importante per tutti gli iraniani ( 21 marzo), così splendente da incantare e suscitare l’ammirazione di coloro che vi facevano visita. Lungo la scalinata dell’Apadana sono conservati i migliori bassorilievi che raffigurano le 28 nazioni sottomesse che portano ai potenti Achemenidi i loro doni. La fine di Persepoli fu causata da un incendio nel 330 a.C. durante il passaggio di Alessandro.

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I colori di Shiraz, città elegante, ricca e piena di vita. La gente di Shiraz ama vivere con grande generosità, un inno alla vita e alla propria identità, così come ha insegnato uno dei padri dell’ immortale poesia iraniana, Hafez, sepolto nell’Aramgah-e- Hafez e considerato dai suoi cincittadini al pari di una figura mitologica. L’atmosfera è magica all’interno della Tomba dell’Emiro Alì, dove si rimane abbagliati dagli specchietti che rivestono le pareti interne o fra i giochi di luce e ombre che avvolgono le colonne della moschea Vakil. Svettano le quattro torri circolari dell’Arg-e Karim Khan, la cittadella che domina il centro di Shiraz. Poi un po’ di meditazione all’ Aramgah -e Sa’di, il poeta delle rose. Infine il dedalo del Bazar-e Vakil, tra tappeti, spezie e vestiti, all’interno di uno dei capolavori dell’architettura Zand.

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Lungo il percorso che collega i principali centri del Paese i siti imperdibili non mancano: a cominciare da Pasargade, la prima capitale degli Achemenidi, fondata da Ciro. Nella piana di Morghab si erge la sua tomba, semplice, in uno stile essenziale, da lui scelto in segno di rispetto nei confronti dei suoi sudditi. Non ci si può far mancare un pranzo a pic nic all’ombra del cipresso di Abarqu, di oltre 4000 anni. Poi una chicca, la piccola Meybod che conserva però 3 grandi luoghi d’interesse: il castello di Narein, che risale all’epoca sassanide, in mancanza di Ban una splendida alternativa per ammirare le costruzioni in mattoni di fango. La ghiacciaia dell’epoca safavide, la più grande dell’Iran. Infine uno dei 999 caravanserragli che puntellavano l’Iran, in cui si può apprendere l’antico sistema di canalizzazione del Qanat.

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Yazd, un piccolo gioiello fra il deserto settentrionale di Dasht-e Kavir e quello meridionale di Dasht-e Lut. Qui in un’anonima e piccola via viene prodotto il 70% di tutto l’henné naturale dell’Iran, da una miscela di erba e semi di girasole. Yazd è la città delle torri del vento, un antico sistema di rifregirazione naturale che sfrutta il vento del deserto. A Yazd brucia dal 470 d. C. il fuoco dei zoroastriani, la prima religione a professare l’esistenza di un unico Dio onnipotente. Al tramonto è il momento di scoprire i cortili, le porte lignee decorate e i graziosi edifici in adobe (mattoni di creta e paglia) della città vecchia di Yazd, uno dei centri storici più antichi al mondo, tutelato come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

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Esfahan è il capolavoro dell’ Iran, il luogo dove assaporare le raffinatezze della cultura persiana. Gli artisti più geniali vivono e lavorano qui, nei laboratori dove producono splendide miniature dipinte a mano su osso di cammello o elaborati oggetti in rame lavorati con la tecnica dell’incisione. Unici al mondo alcuni atelier di vendita di tappeti. A piedi ci si perde lungo il labirinto del bazar, quasi 20 km di negozi, prima di riposarsi all’Azadegan, storica sala da tè arredata con migliaia di piccoli oggetti che da 400 anni serve una mistura di carne, patate, fagioli e pomodori: assolutamente imperdibile. Attraversiamo i ponti fiabeschi sul fiume Zayandeh, ormai in secca, per raggiungere Jolfa, l’antico quartiere Armeno. Rientriamo sulla sponda nord, un ultimo sguardo sui gioielli cittadini: l’antica Moschea Jameh, Imam Square e la Moschea dell’Imam, il Palazzo Ali Qapu, il Palazzo Chehel Sotun (Palazzo delle 40 Colonne). Tutti insieme, alcuni degli edifici più grandiosi del mondo islamico.